Evasione fiscale, scoperto un "giro" da 44 milioni di euro

La Guardia di Finanza ha indagato su 9 società che operavano nel Nord Italia nel settore dei metalli ferrosi con base in Ungheria e Slovacchia. I soldi "transitavano" anche per Trieste

La Guardia di Finanza di Gorizia ha denunciato 39 soggetti residenti tra Brescia, Bergamo, Monza, Monza Brianza, Roma, Verona e Padova per emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta, occultamento di scritture contabili, omesso versamento di I.V.A. e riciclaggio. 

Le indagini 

Le indagini sono partite nel 2015 quando tre cittadini slovacchi erano stati "beccati" all'ex valico di Gorizia con una valigetta contenente ben 271.830 euro in banconote da 500. Da questo momento in poi sono partite le operazioni dei militari che hanno visto l'emissione di 46 decreti di perquisizione domiciliare, il controllo di 82 conti correnti sia italiani che esteri e l'accesso a 6 cassette di sicurezza. 

Il risultato delle operazioni 

Dopo le indagini la Guardia di Finanza ha scoperto un giro di fatture false pari a oltre 44 milioni di euro, da parte di 9 società estere (una con sede in Ungheria le altre otto in Slovacchia, precisamente a Bratislava) che hanno operato illegalmente nei confronti del fisco italiano nel campo della compravendita di metalli ferrosi. La maggior parte dei soggetti denunciati sono di nazionalità italiana.

Il modus operandi 

La GDF è riuscita a ricostruire il modo con cui operavano queste aziende. Il meccanismo fraudolento ricostruito e bloccato dalla Guardia di Finanza di Gorizia può essere descritto attraverso le seguenti fasi, come si legge nel comunicato: 

alcuni degli indagati costituiscono in Slovacchia e Ungheria società consistenti in meri recapiti, prive di reali strutture operative e senza dipendenti; le società estere effettuano finte vendite di materiali ferrosi alle imprese italiane compiacenti che contabilizzano tali acquisti quali costi d’esercizio inesistenti; le imprese acquirenti, al fine di giustificare sul piano finanziario le fittizie operazioni commerciali, dispongono i pagamenti tramite bonifico sui conti correnti accesi presso gli istituti di credito esteri; gli importi accreditati all’estero rientrano in Italia tramite “spalloni”, al fine di eludere la normativa valutaria e antiriciclaggio.

Gli "spalloni"

I contanti passavano per i valichi confinari di Gorizia e Trieste e nella provincia di Udine. 

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La richiesta di sequestro 

La GDF ha formulato una proposta di sequestro preventivo per oltre 13 milioni di euro, al fine di cautelare i beni che rappresentano i profitti provenienti dal reato. 

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