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"Caso" Tuiach: Fratelli d'Italia condanna "ogni violenza", disaccordo con la protesta di piazza

La vicesegretaria provinciale Nicole Matteoni: "Fermamente contrari a ogni violenza fisica e verbale nei confronti delle persone omosessuali ma non parteciperemo alla manifestazione"

"Condanniamo qualsiasi dichiarazione volta ad offendere le persone, come qualsiasi incitazione all’odio e alla violenza fisica e verbale, indipendentemente dal colore politico ma non parteciperemo alla manifestazione". Con queste parole Fratelli d'Italia prende posizione in merito al caso del post pubblicato dal consigliere del Gruppo Misto Fabio Tuiach che sta alimentando il dibattito politico triestino tanto da aver innescato l'organizzazione di una protesta volta a chiedere la rimozione dell'ex leghista dalla carica istituzionale. 

Il "caso"

Il post era apparso sul web dopo il grave episodio di cronaca riferito all'aggressione subita la sera di martedì 16 febbraio dall'esponente della comunità Lgbt Antonio Parisi. In merito alla manifestazione in programma in piazza Unità d'Italia oggi 20 febbraio ed organizzata da Arcigay Trieste-Gorizia, la vicesegretaria provinciale Nicole Matteoni spiega che "l’evento è certo effettuato in occasione delle dichiarazioni del consigliere Tuiach ma denuncia una presunta omofobia delle amministrazioni comunale e regionale che non esiste". 

"Questioni che non c'entrano con l'omofobia"

"Ad esempio il Gay Pride di Trieste, di cui la manifestazione denuncia il mancato patrocinio da parte dell’amministrazione comunale, aveva rivendicazioni politiche come l’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso con le quali non siamo d’accordo o altre questioni che davvero non capiamo cosa c’entrino con l’omofobia come quelle riguardanti l’accoglienza migranti della Rotta balcanica". Per questo motivo, FdI si dice contraria ad "una divisione del mondo in due categorie, i violenti omofobi e coloro che sono d’accordo con le rivendicazioni politiche dell’Arcigay". 

"Contrari a ogni violenza ma disaccordo con la manifestazione"

Il "caso" ha scatenato alcune reazioni politiche, se non ufficiali, anche all'interno della maggioranza. La realtà parla di critiche pesanti anche da parte di consiglieri ed assessori della giunta Dipiazza, senza che queste tuttavia portino a prese di posizione vicine all'opposizione. "Rivendichiamo il diritto di essere fermamente contrari a ogni violenza fisica e verbale nei confronti delle persone omosessuali - conclude la Matteoni - ma di essere anche in disaccordo con i contenuti della manifestazione". 
 

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