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Cronaca

Truffa per oltre 3 milioni, arrestato "faccendiere" di base a Pola

Un 43enne siciliano è finito in manette a Milano dopo la complessa indagine "Piramide di carta" portata avanti dalla Guardia di Finanza di Pesaro. Era da molti anni all'estero e ultimamente stava operando nella città istriana

I finanzieri del Comando Provinciale di Pesaro, lo scorso 11 febbraio, nell’ambito di un’operazione di polizia giudiziaria denominata “Piramide di carta”, hanno tratto in arresto a Milano, V.R., sedicente promotore finanziario di anni 43, originario della provincia di Messina, responsabile di truffe a danno di centinaia di investitori. L’arresto e? stato eseguito in esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare personale, emessa in data 5 dicembre 2018 dal Tribunale di Pesaro – Ufficio G.I.P. a seguito di indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica. Il rintraccio del destinatario della misura, all’estero da diversi anni, e? stato particolarmente complesso ed ha richiesto molto tempo a causa dell’accortezza usata dal soggetto negli spostamenti.

Le intercettazioni e il monitoraggio 

Per settimane sono state eseguite attivita? tecniche e di “pedinamento virtuale” – quali intercettazioni telefoniche, tracciatura dei movimenti finanziari, costante monitoraggio dei social network – che hanno portato alla localizzazione della posizione fisica di V.R. in Croazia nella citta? di Pola ove, indisturbato, si stava attrezzando per svolgere una vita lavorativa analoga a quella italiana. Lunedi? 11 febbraio, R. ha pero? fatto un passo falso: ritenendo di non essere piu? oggetto di attenzioni, ha deciso di varcare i confini e mettersi in viaggio verso Milano. Il movimento non e? sfuggito ai finanzieri pesaresi che, dopo averlo localizzato, lo hanno agganciato e seguito nel suo tragitto che aveva come meta finale un ufficio postale di Milano.

Parte da Pola verso Milano e viene fermato

La? ad aspettarlo ha trovato le Fiamme Gialle che sorprendentemente hanno constatato come l’autoveicolo usato per gli spostamenti fosse “rubato”, in quanto sottratto indebitamente a un’impresa di autonoleggio siciliana. La complessa ed articolata attivita? di indagine, culminata con l’arresto del falso promotore, trae origine da autonoma attivita? investigativa intrapresa a fine 2014 e con la quale erano stati individuati alcuni soggetti che svolgevano, nella provincia pesarese, un’attivita? illecita di collocamento di prodotti e strumenti finanziari per un valore complessivo di oltre 3.200.000 euro, promossa da varie societa? estere, registrate anche in cc.dd. “paradisi fiscali”, tutte facenti capo a V.R.

Chiedeva 13 mila euro per corsi da investitore immobiliare

Il contenuto del sito web di riferimento essenzialmente proponeva investimenti immobiliari in America e Germania, protezione del patrimonio, costituzione di societa? estere, consulenza del debito con operazioni di saldo e stralcio, e persino un corso da investitore immobiliare con “successo garantito” al costo di euro 13.000. Nel sito web sono state rinvenute anche le testimonianze di alcuni presunti investitori che esaltavano i vantaggi ottenuti dagli investimenti con la società.

Non era solo

V.R. ed i suoi collaboratori ostentavano sul loro diario pubblico di facebook “vite da sogno” e importanti iniziative imprenditoriali, pubblicando continuamente fotografie e racconti di appuntamenti, incontri con potenziali investitori, sopralluoghi finalizzati alla gestione di immobili e, soprattutto, guadagni facili, con l’intento ultimo di attrarre nuovi investitori. Il modus operandi posto in essere dal R. e dai suoi sodali consisteva nell’offerta al pubblico – per lo piu? attraverso la rete internet e un collaudato passaparola tra investitori soddisfatti, tipico del c.d. “schema Ponzi” – contratti di associazione in partecipazione che garantivano rendimenti sino al 96% del capitale investito, con l’esonero dalle eventuali perdite e con la garanzia della restituzione dell’intero capitale investito.

Truffate 300 persone

E? stata, quindi, interpellata dall’Autorita? giudiziaria pesarese per un raccordo investigativo l’Autorita? di vigilanza di settore, ossia la CONSOB, che ha preso conoscenza della portata e della pericolosita? del fenomeno rilevato, addivenendo all’adozione dei provvedimenti di sospensione e revoca delle autorizzazioni per l’esercizio di attivita? finanziaria delle societa? estere. Il R., con il fine di tentare di aggirare il divieto della CONSOB, si e? quindi “associato” con un altro soggetto residente nel milanese, offrendo ai suoi clienti dei nuovi investimenti denominati “Celle” (o shares) che avevano la possibilita? – a suo dire – di essere garantiti anche con dei diamanti. Le investigazioni hanno fatto emergere che i prodotti offerti – secondo R. collegati ad operazioni immobiliari ad altissima redditivita? effettuate in tutto il mondo – erano in realta? inesistenti, cosi? come la sede e l’operativita? delle societa? coinvolte erano puramente formali: una truffa colossale che ha indotto in errore almeno 300 investitori residenti su tutto il territorio italiano, di cui oltre cinquanta nella provincia pesarese. Al momento non si sa se tra i truffati ci siano persone residenti nel comune di Trieste o in Friuli Venezia Giulia. 

Bonifici su conti svizzeri e croati

Le indagini hanno consentito di appurare che gli investitori truffati avevano effettuato numerosi e consistenti bonifici su conti svizzeri, maltesi e croati gestiti dal R. che sono al momento in fase di rintraccio in quanto e? stato emesso un decreto di sequestro per un ammontare complessivo di euro 3.260.000. L’operazione si inserisce nella piu? ampia cornice dell’azione di contrasto della Guardia di Finanza all’abusivismo finanziario e ai delitti contro il patrimonio tramite frode, a tutela del cittadino e dei piccoli investitori. 

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