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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Facevano credere a minori di essere promoter di agenzie di moda: arrestati 27 pedofili

Le principali attività della polizia postale del 2014: lotta alla pedopornografia, attività di rimozione di falsi profili e di contenuti minatori e diffamatori sui social network, truffe online, clonazioni di carte di credito, siti di e-commerce operanti in frode

La Polizia Postale e delle Comunicazioni, ultima nata in ordine di tempo delle Specialità della Polizia di Stato, risponde all’esigenza di fronteggiare l’evoluzione tecnologica della criminalità, che continuamente amplia la propria capacità di minare la sicurezza sociale.

La competenza per materia, che la legge vigente riserva in maniera pressoché esclusiva alla Polizia Postale, concerne le indagini per il perseguimento dei reati informatici, ossia di quelle figure criminose introdotte recentemente dal Codice Penale, che hanno nel mezzo informatico una componente essenziale della condotta.

Fra i vari compiti istituzionali della Specialità, oltre alla repressione della pedo-pornografia, rientrano il perseguimento di altri illeciti di amplissima diffusione, come gli illeciti nel campo della telefonia e delle comunicazioni in genere, i reati postali, le molestie telefoniche, nonché il controllo preventivo della rete mediante “monitoraggi”, al fine di individuare siti pericolosi o attraverso i quali si possano commettere reati, istigando o fornendo istruzioni per la fabbricazione e l’impiego di esplosivi, l’organizzazione di gruppi eversivi o la progettazione di attentati, di reclutamento di soggetti con cui intraprendere attività criminose o terroristiche.

Particolarmente curata è la prevenzione, attuata diffondendo fra i giovani in età scolare una cultura del corretto uso dei mezzi informatici ed una esauriente illustrazione dei pericoli che un uso imprudente o distorto di essi comporta; nel quadro delle iniziative coordinate dalle Questure, oltre agli studenti delle classi medie inferiori e superiori sono state coinvolti anche i loro genitori nei vari incontri egli Istituti scolastici, per un totale di quasi 9.000 utenti incontrati nel corso del 2014.

A fine Aprile, con l’iniziativa “Una Vita da Social”, ha fatto tappa anche a Trieste (link dell'articolo qui) il più importante progetto educativa itinerante. L’originale truck brandizzato ha ospitato centinaia di studenti, di scuole di vario ordine e grado, e cittadini per la più imponente campagna che sia mai stata realizzata da un organo di Polizia in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sulla sensibilizzazione e prevenzione sui rischi e pericoli dei social network e del cyber bullismo.

L’attività di contrasto all’adescamento di minori on line, produzione, diffusione e commercializzazione on line di materiale pedopornografico ha fatto registrare un’operosa attività di contrasto concretizzatasi con l’esecuzione di varie operazioni, la più importante delle quali è la “Micione mio” (di cui si parlerà più avanti): nel corso dell’anno sono state 12 le denunce ricevute dagli uffici della Specialità per questo reato.

Costante ed intensa è stata anche l’attività di rimozione di falsi profili e di contenuti minatori e diffamatori sui social network svolti dalla Specialità nel 2014 con 72 sostituzioni di persona, 61 casi di diffamazione online e 14 casi di estorsione (spesso a sfondo sessuale) registrati nella Regione.


ATTIVITA’ DI RILIEVO

La dipendente Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Udine ha chiuso un’importante operazione (Operazione “micione mio”) contro una community di 27 pedofili i quali adescavano minorenni facendo anche credere loro di essere promoter di agenzie di moda e si scambiavano i riferimenti di contatto.

Essi adescavano le bambine mediante una community di Netlog e, dopo essersi scambiati i riferimenti, intrattenevano rapporti con loro attraverso Messenger, Skype e WhatsApp, acquisendo filmati e foto delle loro conversazioni in cam in cambio di ricariche telefoniche o sotto minaccia

Alcuni degli indagati avevano anche creato diversi profili e si presentavano volta per volta sotto mentite spoglie per disorientare e sorprendere la vittima.   

Sono state eseguite 27 perquisizioni in 14 regioni italiane, coordinate dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia On-Line di Roma e dal Compartimento Polizia Postale di Trieste, e sono stati sequestrati: 22 computer, 46 hard disk, 508 supporti CD e DVD, 46 pen drive usb, 50 telefoni cellulari e sim card, 11 memory card.

La dipendente Sezione di Udine ha anche individuato, prima che la cosa potesse invalidare una prova d’esame, un residente di quella provincia che insieme ad altre due persone si era intrufolato abusivamente nel sito dell’INVALSI, prendendo cognizione delle tracce di una prova d’esame.

La dipendente Sezione di Gorizia, a seguito di un accesso abusivo al sistema informatico di una azienda della Regione, ha sventato una truffa ai danni di una azienda della Danimarca a carico della quale era stato emesso un bonifico online di decine di migliaia di Euro su un conto corrente creato “ad hoc; grazie al tempestivo intervento del personale della Polizia Postale, è stato possibile recuperare circa 37.000 Euro.

Si segnala infine che sempre la dipendente Sezione di Gorizia ha effettuato una attività di indagine iniziata negli Stati Uniti d’America dall’ F.B.I. e coordinata dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, eseguendo una perquisizione su delega della Procura della Repubblica di Roma, svolta contemporaneamente ad altre in varie località europee, volte a ricercare le persone che avevano utilizzato un software della categoria dei “Remote Administration Tools” (che consente di ottenere da remoto il completo controllo dei PC di una rete).

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