Cronaca

Fallimento Coop, rigettata la domanda di risarcimento a 222 soci

La notizia è emersa questo pomeriggio dopo che la sentenza era stata depositata sabato 16 marzo. Secondo la Procura la Regione avrebbe vigilato attentamente e non emergerebbero responsabilità se le COOP oggi sono in liquidazione non è colpa sua

E' stata depositata sabato 16 marzo la sentenza con cui il Tribunale di Trieste ha rigettato la domanda risarcitoria svolta da 222 soci delle Cooperative Operaie nei confronti della Regione Friuli Venezia Giulia per omessa vigilanza e controllo. Secondo il giudice la Regione ha svolto regolarmente i compiti istituzionali previsti dalla Legge Regionale n. 27 del 2007, ed in particolare ha effettivamente svolto i periodici controlli sulla mutualità e sullo stato patrimoniale delle Coop rilevando una situazione perfettamente regolare.

La sentenza

Secondo la ricostruzione del giudice Piccirillo "si deve escludere la violazione, da parte dell’Amministrazione Regionale, degli obblighi di vigilanza e controllo prescritti dalla legge a suo carico" e "non essendo state accertate irregolarità o effettuati rilievi sulla situazione contabile e gestionale, non è stata mai proposta dai revisori l’adozione di eventuali provvedimenti sanzionatori da parte dell’Amministrazione regionale". La sentenza specifica che i ricorrenti non "hanno fornito la prova che l'attività di vigilanza svolta sia stata carente o lacunosa", restando così del tutto inspiegabile il motivo per cui la verifica sulla situazione patrimoniale delle COOP ad opera di un perito della Procura della Repubblica, pochi mesi dopo la positiva revisione regionale, abbia accertato una perdita patrimoniale di oltre 32 milioni di Euro in soli sette anni nel periodo tra il 2007 e il 2014, pari alla metà del patrimonio sociale delle COOP, perdita di proporzioni così abnormi da costringere il Pubblico Ministero a depositare immediatamente istanza urgente di fallimento.

I passaggi successivi

Secondo il giudice peraltro l'unico compito della Regione consisteva nella verifica della sussistenza della "mutualità", benché l'art. 15 lettera c) della Legge Regionale 27/2007 prevedesse espressamente che la revisione ordinaria sia finalizzata ad "accertare la consistenza dello stato patrimoniale, attraverso l'acquisizione del bilancio d'esercizio, delle relazioni del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, nonché, ove prevista, della certificazione di bilancio". Resta da capire come le Cooperative Operaie potessero perseguire lo scopo mutualistico con un patrimonio in palese dissolvimento e in condizioni tali da esser costrette a presentare istanza di concordato preventivo con la liquidazione definitiva delle storiche COOP.

"La Regione ha vigiliato attentamente"

I soci, vistisi del tutto inaspettatamente rigettare la domanda risarcitoria, decideranno nei prossimi giorni se presentare appello, mentre si chiedono sconcertati come sia potuto accadere che proprio mentre il Governatore della Regione, Massimiliano Fedriga, annunciava ai primi di dicembre 2018 la costituzione di una riserva di alcuni milioni di Euro nel bilancio regionale volta ad indennizzare i soci rimasti fregati dalle Cooperative Operaie, al tempo stesso gli avvocati della Regione difendessero l'operato dell'Ente sino all'ultimo, riuscendo così a convincere il giudice Piccirillo dell'assenza di responsabilità da parte dell'ente incaricato del controllo sulle COOP. Tutto a posto, insomma, la Regione ha vigilato attentamente e se le COOP oggi sono in liquidazione (e i soci hanno perso il 25% circa delle somme prestate in buona fede) non è colpa sua.

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