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Caccia ai documenti sospetti, la Polizia Locale dichiara guerra ai falsari

E' stato presentato questa mattina il nuovo laboratorio di contrasto al falso documentale che utilizza tecnologia prodotta dalla Ciano Engineering di Torino e dalla Secom di Roma. Costo dell'operazione 30 mila euro

Trieste dichiara guerra ai falsari. Nell’ambito della lotta alla criminalità oggi 23 settembre la Polizia Locale ha presentato il nuovo laboratorio di contrasto al sempre più diffuso fenomeno del falso documentale. I flussi che interessano la nostra città e il suo retroterra, complice la vicinanza del confine di Stato, hanno reso necessari maggiori controlli sull’identità delle persone e sulla conseguente regolarità dei documenti che accompagnano i traffici transfrontalieri. La presentazione del nuovo laboratorio – che utilizza tecnologia prodotta dalla Ciano Engineering di Torino e della Secom di Pomezia (Roma) – ha visto la partecipazione del comandante della Polizia Locale Walter Milocchi, del vicesindaco Paolo Polidori e dell’assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti. 

Ordine pubblico e sicurezza: operazione da 30 mila euro

Grazie ad un investimento pari a circa 30mila euro (coperto sia da fondi dell’amministrazione comunale che dalla Regione ndr), la Polizia Locale di Trieste avrà in dotazione uno strumento in grado di supportare la lotta all’illegalità che in Friuli Venezia Giulia, come ricordato da Polidori “ha implicazioni a livello criminale elevatissime: per poter migliorare le operazioni di ordine pubblico, le indagini sulla criminalità più o meno diffusa, terrorismo ed il monitoraggio sulla produzione di documenti falsi, il nuovo sistema rappresenta solo il primo passo per aumentare la sicurezza e garantire la tutela dei nostri cittadini”. 

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Da oggi anche Trieste ha il suo laboratorio 

Il nuovo laboratorio neutralizza il ritardo del Friuli Venezia Giulia in merito all’attività antifalsificazione. Fino a ieri, infatti, il centro sul falso documentale più vicino era in possesso alla Polizia Locale di Venezia. Secondo Roberti, questo nuovo strumento segue la direzione della riforma della legge regionale sulla sicurezza. “Stiamo lavorando al testo che approderà prossimamente in aula così da poter garantire un servizio omogeneo a tutte le sezioni di Polizia Locale del Fvg. Dobbiamo fare squadra tutti assieme perché l’obiettivo è di innalzare il livello di sicurezza in tutta la regione”.

I dettagli

A spiegare nel dettaglio i vantaggi che il nuovo laboratorio è in grado di produrre è stato l’assistente del Nucleo di Polizia Giudiziaria, Paolo Bandi. L’agente ha evidenziato l’importante risultato che si ottiene grazie a Smartfad, una sorta di scanner che viene agganciato ad uno smartphone e che riesce ad analizzare puntualmente l’immagine al momento del controllo. Incrociando informazioni memorizzate dal sistema (filigrane, dettagli o simboli tradizionalmente presenti) con quelle stampate sul documento, lo strumento è quindi in grado di smascherare il falso. Infine, il nuovo laboratorio potrà essere il preludio di una ancora maggiore collaborazione tra forze dell'ordine. Alla presentazione erano infatti presenti anche rappresentanti della Polizia di Stato, dei carabinieri e della guardia di finanza.  

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