Famiglia "picchiatrice" entra in casa di una coppia e la pesta a sangue: quattro arresti

Il tutto è nato da una lite tra due coppie in un bar di via Grego, poi una delle due famiglie al completo con figlio e figlia ha organizzato una "vendetta a domicilio", picchiando e derubando la coppia avversaria. Arrestato anche un "amico" di una degli indagati per possesso di droga a fini di spaccio

Una lite in bar per futili motivi, poi la vendetta "a domicilio": padre, madre, figlio e figlia si sarebbero recati a casa della coppia "nemica", picchiandoli a sangue e rubando oggetti. Queste le accuse che pendono su tre dei componenti della famiglia indagata, ora in custodia cautelare in carcere.

Gli indagati

Nel corso della mattina di mercoledì 18 novembre, agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Sezionale di San Sabba hanno eseguito l’Ordinanza Applicativa della Custodia Cautelare in Carcere emessa dal G.I.P. di Trieste dr. Luigi Dainotti su richiesta del Pm Federico Frezza a carico di tre persone: marito, moglie e figlia, indagati dei reati di violazione di domicilio, lesioni personali e rapina. Arrestato in flagranza di reato anche un quarto uomo per detenzione a fini di spaccio di cocaina.

I fatti

I fatti risalgono allo scorso mese di agosto, allorquando in un bar di via Grego nasce una discussione tra due coppie di avventori, delle quali una disturbata dalla presenza del cane dell’altra. Volano parole, poi qualche spinta, fino a che uno dei litiganti comincia a colpire con un boccale di birra il vetro della macchina degli altri, infrangendolo. Interviene la Volante che, dopo avere generalizzato le parti, riporta la calma.

Tutto sembra essersi risolto, ma nel corso della mattina successiva, l’intero nucleo familiare composto da padre, madre, figlio e figlia, allo scopo di portare a termine la loro vendetta, non paghi di avere già provocato danni alla vettura della coppia “rivale”, si presenta alla porta dell’abitazione di questa e, dopo avere bussato insistentemente, riesce a farsi aprire dall’ignara padrona di casa che viene immediatamente aggredita con calci e pugni e picchiata brutalmente da madre e figlia; stessa sorte tocca al compagno della vittima che interviene in suo aiuto, picchiato con violenza da padre e figlio.

Oltre al danno, la beffa

Sfogata la rabbia, i quattro si allontanano dall’abitazione ed ai due malcapitati non resta che chiedere aiuto al numero di emergenza; anche in questo caso intervengono le Volanti ed un’ambulanza che porta la coppia in ospedale, dove verrà medicata e dimessa con un referto di giorni 30 (a testa) per le fratture e le lesioni riportate. Al rientro a casa, oltre il danno anche la beffa, da un cassetto sono spariti contanti ed un bracciale. Sulla scena del crimine si rilevano tracce di sangue e gli ambienti a soqquadro.

La ricostruzione dei fatti ha così consentito al P.M. titolare del fascicolo di ottenere dal G.I.P. l’emissione del provvedimento restrittivo in carcere, anche in ragione dei numerosi precedenti penali e di polizia per resistenza a P.U., reati contro la persona ed il patrimonio che – a vario titolo – gravano sui tre, i quali hanno agito con spietata ed inaudita violenza contro le vittime, nell’intento di farsi giustizia da soli per vendicare presunti torti subiti la sera presedente.

Il "quarto uomo"

Nel corso delle perquisizioni esperite, a casa di una dei tre destinatari di misura cautelare, era presente un uomo, noto per i suoi precedenti per reati contro il patrimonio, il quale, alla vista degli operatori, ha gettato dalla finestra due involucri ed un bilancino di precisione; all’interno di dette confezioni, poi recuperate, erano contenuti oltre 25 grammi di cocaina, in parte già suddivisa in dosi; sulla scorta di quanto sopra, il soggetto è stato anch’egli tratto in arresto e posto ai domiciliari presso la propria abitazione a disposizione del P.M. di turno

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