Cronaca

Famulari (Ass. Al Sociale): Vicini ai Degenti di Casa Milcovich

Conferenza stampa oggi pomeriggio dell’Assessore comunale alle Politiche Sociali Laura Famulari in relazione ai fatti accaduti stamane alla Comunità per disabili “Casa Milcovich” di Opicina, dove questa mattina è deceduto, sembra a seguito di un...

Conferenza stampa oggi pomeriggio dell'Assessore comunale alle Politiche Sociali Laura Famulari in relazione ai fatti accaduti stamane alla Comunità per disabili "Casa Milcovich" di Opicina, dove questa mattina è deceduto, sembra a seguito di un malore, un degente, Claudio Bidoli, e, parallelamente, sull'intera situazione di tale Comunità che rischia, in modo ormai concreto e a breve termine, il trasferimento in altra sede.

L'Assessore Famulari ha voluto innanzitutto manifestare tutto il proprio pieno dolore e personale sgomento per l'accaduto ed esprimere le più sincere, sentite e assolutamente non formali condoglianze ai parenti del signor Bidoli. "Una persona - ha detto la Famulari - che forse più degli altri disabili ospitati alla "Milcovich" stava prendendo a cuore la "causa" della permanenza in una struttura che tutti i dodici degenti consideravano ormai la "loro vera casa".

E che, pur con il fisico molto provato, si stava purtroppo preoccupando moltissimo per questo temuto trasferimento". Forse anche questo grande timore - si può ipotizzare - può essere stata la causa scatenante del malessere e della morte. "Noi, tra l'altro, ben consci del rischio di reazioni negative e anche umanamente drammatiche da parte di persone che vivono tutte uno stato di disabilità grave - ha detto la Famulari - stavamo e stiamo compiendo ogni sforzo per prepararle, con la massima cautela e delicatezza, a questo evento del trasferimento certamente da loro vissuto come traumatico. Cercando tra l'altro di spiegare loro che, con la supervisione del Comune e del personale dell'Area Protezione Sociale - che gli ospiti della "Milcovich" ben conoscono -, tutta la comunità rimarrà unita e tutti assieme potranno venir trasferiti, nel momento in cui la "Milcovich" verrà effettivamente chiusa, in una nuova "casa" in condizioni strutturali anche migliori, moderna ed efficiente, e neanche tanto distante da questa, e cioè alla Casa "La Fonte" di Campo Sacro (Prosecco).

Siamo stati loro vicini, per parlargli e ascoltare, per cercare di spiegare loro tutto questo, ma non è facile che persone in queste difficili condizioni riescano ad accettare un mutamento di questo tipo, e magari, addirittura, a coglierne gli aspetti migliorativi!" "Io stessa ho parlato con loro nei giorni scorsi e ieri lo ha fatto la responsabile del Servizio comunale Disabili e Anziani Maria Pia Namer, la persona che meglio di ogni altro era "titolata" per questo, per la sua lunga esperienza e conoscenza dei disabili e dei loro problemi, e ben conosciuta essa stessa dagli ospiti di Opicina. In questi frangenti, e in questa situazione già spiacevole, complessa e umanamente triste di per sé - ha concluso l'Assessore - oggi abbiamo dovuto apprendere questa ulteriore tristissima notizia."

"Una situazione peraltro non attribuibile in alcun modo al Comune", ha spiegato quindi l'Assessore Famulari, ricostruendo tutta la vicenda in cui versa la "Casa Milcovich". Si tratta - ha precisato l'Assessore - di una struttura privata di proprietà della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), rispetto alla quale il Comune ha l'unica "responsabilità" di intervenire a sostenere e integrare, con propri contributi attinti dalle poste di bilancio per i servizi sociali, le rette degli utenti. L'ente proprietario (la UILDM), per decisione della sua Direzione nazionale, sta attualmente spingendo per vendere la struttura, liberandola a tale scopo dai degenti ospiti. E ciò - da quanto risulta - per ripianare esposizioni debitorie di rilevantissimo peso. "Un costo molto elevato, e con oneri complessivi neppure semplici da chiarire, di cui ad esempio il Comune non avrebbe di certo potuto farsi carico", ha chiarito la Famulari rispondendo a una domanda sull'ipotesi se potesse l'Amministrazione municipale acquisire la struttura.

Il Comune, in questa situazione - ha concluso la Famulari - poteva soltanto - e difatti in tal senso stiamo operando - fare il massimo per "accompagnare" con i minori disagi possibili i degenti alla nuova struttura, dove tra l'altro saranno "recuperati" almeno cinque dei circa dieci operatori della Cooperativa che era in servizio alla "Milcovich" (e questa è una piccola, pur parziale buona notizia). Non essendo in alcun modo possibile interferire nelle scelte di un ente privato, cercherò tuttavia di contattare la UILDM nazionale per spingerli a un eventuale ripensamento. Ma la decisione finale non potrà che essere la loro."

Ufficio Stampa Comune di Trieste

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