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Cronaca

Violenza sulle donne, in arrivo nelle farmacie del Fvg punti di ascolto per le vittime

Il Progetto Mimosa, avviato a livello nazionale nel 2014 dall'associazione Farmaciste Insieme con il sostegno di Fofi, Federfarma e del ministero della Salute, è pronto a decollare anche in Friuli Venezia Giulia

Le donne vittime di violenza potranno trovare nelle farmacie un luogo di ascolto e di aiuto. È questo l'obiettivo del Progetto Mimosa, avviato a livello nazionale nel 2014 dall'associazione Farmaciste Insieme con il sostegno di Fofi, Federfarma e del ministero della Salute, pronto a decollare anche in Friuli Venezia Giulia grazie al patrocinio della Commissione regionale per le Pari opportunità (Crpo Fvg). "Pensiamo - spiega Anna Olivetti, presidente dell'Ordine dei farmacisti della provincia di Gorizia e coordinatrice regionale del progetto - alla popolazione che ogni giorno si reca nelle farmacie e che individua nel farmacista un punto di riferimento fondamentale. Il progetto si prefigge di aiutare le donne vittime di violenza che entrano in farmacia, dove potranno trovare un luogo di ascolto con personale serio e preparato che le accoglie con professionalità e dà loro un sostegno concreto consegnando una piccola pubblicazione contenente i riferimenti dei centri antiviolenza del Friuli Venezia Giulia, oltre ad informazioni utili per affrontare la situazione di difficoltà. Ad oggi il progetto - continua Olivetti, che è coadiuvata dalle coordinatrici provinciali Carla Tavasani per Gorizia, Roberta Avezzù per Pordenone, Laura Campagna per Trieste e Marzia Zappetti per Udine - vede coinvolte undicimila farmacie in tutt'Italia, e ha anche il pregio di fornire dati ai centri antiviolenza che sono in rete tra loro".

"Le farmacie - commenta Dusy Marcolin, presidente della Crpo - sono un luogo estremamente frequentato e la disponibilità dimostrata per aiutare le donne in difficoltà, vittime di violenza, rappresenta un grande risultato, di cui siamo veramente orgogliosi. Il personale preparato e motivato - continua Marcolin - potrà dare i riferimenti dei centri antiviolenza della nostra regione e soprattutto, con discrezione e professionalità, fornire le prime informazioni utili per affrontare le situazioni di difficoltà. Per tutto questo non possiamo che ringraziare l'importante lavoro del progetto Mimosa". L'iniziativa ha ricevuto inoltre il sostegno del vicegovernatore Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, e dell'assessore regionale alla Famiglia, Alessia Rosolen. Il progetto doveva cominciare a marzo 2020 ma la pandemia ha frenato la macchina organizzativa e rallentato inevitabilmente i tempi. Ora però si parte e quanto prima saranno avviati anche i corsi accreditati Ecm, rivolti al personale delle farmacie, che sono uno degli aspetti strategici del progetto. I corsi consentiranno al personale di operare nel massimo rispetto delle normative e, soprattutto, della sensibilità delle donne vittime di violenza. "Sarà nostra cura - spiega Anna Olivetti - portarli a compimento in presenza oppure, se non sarà possibile, in modalità webinar. Saranno condotti da professori universitari, rappresentanti dei Centri antiviolenza, rappresentanti delle forze dell'Ordine e medici, tutti specializzati nel campo della violenza di genere".

"Da sempre il farmacista è a stretto contatto con situazioni di forte disagio sociale - osserva ancora la coordinatrice del progetto - ma spesso mancano gli strumenti di conoscenza per poter dare indicazioni valide e coordinate alle persone e alle famiglie in difficoltà. Gli Ordini professionali hanno dunque cercato la partecipazione delle altre organizzazioni di categoria e porteranno a compimento la realizzazione dei corsi rivolti ai colleghi. Con questo progetto tutti i farmacisti del Friuli Venezia Giulia avranno l'opportunità di offrire alla comunità un aiuto strutturato e professionalmente all'altezza".

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