Fedriga e i sindaci in pressing sul Governo: "Modificare il Dpcm"

Il governatore lo ha dichiarato in conferenza stampa in videoconferenza insieme ai sindaci dei quattro capoluoghi: "Non ordinanze ma mediazione con Governo". Dipiazza: "Hanno esagerato, prendere esempio da Bolzano". Ziberna: "Non ha senso punire chi ha rispettato le regole"

La Regione non si rassegna al nuovo Dpcm,e il presidente Ferdiga rivolge un appello al Governo per "rivedere le scelte dell'ultimo Dpcm in quanto è a rischio la tenuta sociale del Paese. Gli altri paesi in cui sono stati applicati provvedimenti simili dimostrano che la loro efficacia ha portato pochi benefici se non nessuno. Secondo i dati a disposizione non ci sarà impatto sul numero di contagiati. Bisogna mantebere equilibrio e razionalità, non attuare misure di carattere emotivo che rischiano di mettere in ginocchio intere categorie economiche"

Il governatore lo ha dichiarato in conferenza stampa in videoconferenza insieme ai sindaci Dipiazza (Trieste), Fontanini (Udine), Ziberna (Gorizia), Ciriani (Pordenone) e Favot (Anci Fvg). Fedriga ha anche ricordato come le Regioni avevano presentato delle proposte concrete (chiusura posticipata dei ristoranti e bar, didattica a distanza al 100 per cento per le secondarie di secondo grado, aperture piscine e palestre e chiusura centri commerciali nei week-end) ma "la decisione del governo non ha preso in considerazione queste piattaforma unitaria". 

Fedriga: "No ordinanze ma collaborazione con Governo"

In merito a eventuali ordinanze il governatore ha spiegato come questi atti sarebbero impugnati dal Governo e quindi una scelta di questo tipo "rischierebbe di generare solo delle illusioni, quando invece il nostro obiettivo è quello di dare alle persone che ce lo chiedono delle risposte concrete". "Vogliamo collaborare con il Governo, ma il Governo ascolti i territori. Chiediamo - ha concluso Fedriga - una vera condivisione tra istituzioni, perché in questo momento serve unità: le Regioni hanno dimostrato di essere costruttive portando proposte concrete. Ci aspettiamo che anche dall'esecutivo nazionale arrivi lo stesso senso di responsabilità." 
Il governatore, alla domanda se il Fvg ha intenzione di percorrere la stessa strada di Bolzano che, in virtù dello status di Regione autonoma ha emanato un'ordinanza per chiudere i locali alle 22, ha risposto che "quell'ordinanza verrà comunque impugnata probabilmente, e una proposta di legge impiegherebbe troppo tempo per venire approvata. Cercheremo invece una mediazione con il Governo".

Dipiazza: "Hanno esagerato, prendere esempio da Bolzano"

Il sindaco Dipiazza, accalorato per la situazione in corso, ha dichiarato che: "io ho sempre ottemperato a ordinanze e leggi in 19 anni di attività politica ma stavolta il governo ha esagerato. La chiusura ha creato enormi danni ad attività che si stanno ancora leccando le ferite da questa primavera. A Bolzano hanno emanato questa ordinanza per chiudere alle 22 e noi dovremmo fare altrettanto. Dovremmo distinguere regione per regione, in Fvg ci sono meno problemi che in Lombardia. Avevo condiviso il Dpcm che dava più responsabilità ai sindaci, avevo parlato con i locali e con i giovani, stabilendo alcune regole, e una settimana dopo combinano questo. Ovviamente il malcontento esplode anche se per fortuna a Trieste le persone sono state meno violente, salvo qualche eccesso. Cerchiamo di spingere il governo a portare la chiusura alle 22".

Ziberna: "Non ha senso punire chi ha rispettato le regole"

In sindaco di Gorizia Ziberna si è dichiarato d'accordo con Fedriga, specificando che: "In un momento di emergenza è essenziale la sinergia ma è evidente che se domani mattina dovesse nevicare a Trieste non posso imporre i moon boot anche a Palermo, ci vuole il principio di adeguatezza. Ero favorevole al Dpcm del 18 ottobre e ho visto personalmente palestre e piscine, constatando che sono ambienti sani perché non c'è traccia di contagi". 

"Nella piscina municipale – ha rivelato il primo cittadino - i Nas hanno espresso apprezzamento per il modo in cui le norme venivano rispettate. Se in altri luoghi d'Italia non è stato così non ha senso punire chi ha speso fior di quattrini per adempiere a queste prescrizioni. Intanto interromperò i canoni d'affitto comunali per le associazioni nel mese di novembre e inviterò i prorietari di strutture che ospitano esercizi pubblici a diminuire parte del canone di locazione in cambio di una riduzione delle tasse".

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