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Fedriga (LN) e Roberti (LN): «Trieste come una bidonville del terzo mondo»

Indignazione e tristezza del segretario della Lega Nord Fvg Massimiliano Fedriga e del candidato sindaco Pierpaolo Roberti dopo un sopralluogo al Silos: «Parlare di degrado e di igiene mancante non offre il quadro della situazione. Curioso che il sindaco uscente, primo responsabile di questo schiaffo alla dignità di ogni individuo, tacci la Lega di razzismo»

«Il Silos è la fotografia di come la sinistra ha ridotto Trieste a una bidonville di Mumbai».  Lo dichiarano il capogruppo alla Camera e segretario della Lega Nord Fvg Massimiliano Fedriga e il suo omologo provinciale nonché candidato sindaco Pierpaolo Roberti, protagonisti oggi di un sopralluogo al Silos. «Parlare di degrado e di igiene mancante non offre il quadro della situazione: la realtà di fronte alla quale ci siamo trovati è di decine di persone, il cui numero ovviamente aumenta la notte, ridotte a condizioni di vita inumane». sopralluogo_silos_3-2

«Ed è curioso che, in un simile contesto, il sindaco uscente, primo responsabile di questo schiaffo alla dignità di ogni individuo, si permetta di tacciare la Lega di razzismo». «Il vero fanatismo - insistono Fedriga e Roberti - è quello che permette a delle persone di vivere in simili condizioni, arrecando un danno a se stesse e alla comunità che le ospita. Cosolini si sciacqui la bocca dunque e, invece di perdere tempo in propagandistici quanto ipocriti brindisi contro l'intolleranza, si rimbocchi le maniche e alzi la voce contro un Governo e una Regione capaci solo di favorire l'immigrazione clandestina e di ingrassare il business delle cooperative e delle associazioni a essa legato».

«Avessimo avuto bisogno di ulteriori conferme sulla totale inadeguatezza del ministro dell'Invasione Alfano e dell'asservimento di Serracchiani ai diktat del suo capobastone Renzi, l'odierno sopralluogo al Silos ce le ha fornite. Riteniamo inaccettabile infatti - affondano i due esponenti leghisti - che, mentre il resto dell'Europa sta adottando strumenti per bloccare, respingere e disincentivare il continuo afflusso di clandestini, nel nostro Paese non venga mosso un dito per tappare le falle del colabrodo a cui è ridotto».

«Essere contro l'immigrazione incontrollata significa non solo avere a cuore la propria comunità ma anche il destino di persone che sappiamo già di non poter accogliere. Non è una questione di destra o sinistra, ma di puro buonsenso. Guarda caso - concludono Fedriga e Roberti - proprio ciò che manca al Partito Democratico».

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