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Fedriga: “Troppi contagi tra gli adolescenti, impossibile aprire le scuole"

Il Governatore:"Dobbiamo attendere una situazione più rassicurante che ci consenta di riaprire con la quasi certezza di non dover chiudere poco dopo. Ci auguriamo di iniziare il secondo quadrimestre con una diversa modalità"

"Le scuole non possono essere aperte ora perché il livello di contagio nei ragazzi tra i 14 e i 19 anni è molto alto" lo hanno ribadito in una conferenza stampa il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, il vicegovernatore Riccardi e l'assessore all'educazione Rosolen. "Nell'emanare questa ordinanza - ha spiegato Fedriga - rispettiamo la sentenza del Tar, che prevede la possibilità di introdurre nuove restrizioni in caso di aggravamento della situazione. Oltre ai diversi dati che abbiamo allegato alla nuova ordinanza, c'è stato anche il passaggio della Regione in zona arancione, decisa in base ai dati del ministero della Sanità, che ci costringono purtroppo di continuare con la didattica a distanza nelle scuole superiori fino a 31 gennaio".

"Anche noi vorremmo la didattica in presenza - ha detto il governatore - ma in questo momento i dati sulla fascia di popolazione maggiormente contagiata ci rendono cauti ad andare in quella direzione: metteremmo a rischio studenti, professori, personale Atac e le relative famiglie. In quella fascia di età, purtroppo, il livello di contagio è attualmente molto alto. Dobbiamo attendere una situazione più rassicurante che ci consenta di riaprire con la quasi certezza di non dover chiudere poco dopo. Ci auguriamo di iniziare il secondo quadrimestre con una diversa modalità. Sottolineo che molte regioni hanno preso questa direzione, quindi c'è una preoccupazione condivisa a livello nazionale".

Critico l'approccio di fedriga verso il Governo: "Ho paura che da qualche ministero si sia guardato in un'ottica non scientifica ma politica, una scelta pericolosa per la popolazione scolastica. Mi spiace che il ministro Azzolina non abbia accettato un confronto produttivo". Diverso il giudizio su Speranza: "è stato quello che più di tutti ha cercato di guardare a livello scientifico la lotta alla pandemia".

L'assessore Rosolen ha poi specificato che "in questa scelta abbiamo avuto l'appoggio di dirigenti, studenti, ufficio scolastico regionale e associazione regionale presidi. Tutti sono d'accordo, in questo clima di incertezza, a continuare la didattica a distanza". E'stato poi precisato che  "la sentenza del Tar precisa che il piano del Trasporto Pubblico Locale è stato approntato in tempo e in modo adeguato, mentre dall'opposizione sono arrivate moltissime critiche".

A margine della conferenza stampa Fedriga ha specificato che l'alto numero di decessi in regione è dovuto "a due fattori: siamo un'area geografica molto colpita insieme a Slovenia e Carinzia, e siamo anche la seconda regione più anziana d'Italia. Questo incide molto sull'andamento della pandemia nel nostro territorio".

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