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Femminicidio, la madre di Nadia Orlando: “Può succedere a chiunque” (VIDEO)

La straziante testimonianza durante l'evento “"Madri coraggiose", organizzato dalla Commissione regionale per le pari opportunità

 

“Pensi sempre che succeda agli altri, alle famiglie disagiate dove i genitori non parlano con i figli, invece può succedere a chiunque.  Madri, date retta al vostro istinto e non trascurate i segnali di pericolo”. Lo ha dichiarato oggi Antonella, la madre di Nadia Orlando, la giovane che due anni fa è stata strangolata in auto dall'ex finanzato Francesco Mazzega. La straziante testimonianza è stata pronunciata durante l'evento "Madri coraggiose", organizzato dalla Commissione regionale per le pari opportunità questa mattina, nella Sala Tessitori del Consiglio regionale. 

La testimonianza

Antonella ha raccontato l'ultimo anno di vita di Nadia, dall'incontro con il suo “insospettabile mostro in giacca e cravatta” fino al terrificante epilogo. Una confessione ardua da pronunciare, ma volta a rappresentare un monito per le madri all'ascolto. Una relazione in cui Nadia è stata descritta come “inconsapevole perché innamorata”, e quindi caduta in una lenta spirale di possesso: “Piano piano lui l'ha isolata dai suoi amici - ha detto Antonella - e dai suoi affetti, fino a quando lei ha trovato la forza di lasciarlo e finalmente era tornata la figlia che conoscevo”. E poi quell'ultimo appuntamento, quello a cui nessuna donna vittima di manipolazioni, fisiche o psicologiche, dovrebbe presentarsi: “Alle 21:15 il cuore di mamma ha sentito una fitta: l'autopsia avrebbe poi confermato che Nadia era stata uccisa alle 21:30 circa”.

L'incontro

L'incontro, nell'ambito delle iniziative legate all'8 marzo, è stato dedicato alle testimonianze delle madri con figlie vittime di femminicidio. Sono intervenute, oltre ad Antonella, Annamaria, mamma di Michela Baldo, Luciana, mamma di Romina Ponzalli,  Mirella, mamma di Lisa Puzzoli, e il presidente del consiglio regionale Piero Mauro Zanin. L'intervento è stato coordinato dalla presidente della Commissione Regionale alle Pari Opportunità Annamaria Poggioli, che ha dichiarato come “L'80% delle violenze avvengono all'interno delle mura domestiche. Purtroppo al giorno d'oggi la tempesta emotiva e il raptus di gelosia sono alibi che arrivano addirittura a dimezzare la pena”.

Il presidente Zanin

Intervenuto anche il presidente Zanin, che in un lungo intervento ha sottolineato l'importanza del lavoro di sensibilizzazione a opera della Commissione per le pari opportunità, e ha rimarcato l'importanza della “certezza di una pena severa che sia deterrente per gesti insani e ridoni fiducia nella giustizia”.  “Nell'essere umano – ha aggiunto Zanin - sono spesso connaturati istinti predatori, che a volte crescono in un contesto sociale scarsamente valoriale che privilegia edonismo, supremazia, cercare di essere sempre i primi e non avere quella sensibilità e tenerezza che ci dà il senso della comunità e ci salva dal portare alle estreme conseguenze un'insana volontà di possesso nei confronti delle persone. Questa riflessione va portata nelle famiglie, nelle scuole, nelle istituzioni, non è sufficiente lavarsi la coscienza con una legge sulle pari opportunità, è un problema che deve riguardare gli istituti di formazione principali e i mass media, che si allontanano dall'atroce fatto di cronaca quando questo è “passato di moda”".

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