Fermati al confine con 165.000 euro nel cruscotto: sequestrate le banconote

12.00 - Il finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Trieste li hanno intercettati mentre entravano in Italia dalla Slovenia: i due non hanno voluto spiegare la provenienza delle banconote

Il confine doganale orientale, come era noto ai triestini ai tempi della federazione jugoslava, non esiste più da anni. La Slovenia appartiene alla Comunità Europea ormai da un decennio ed il transito di persone e merci viene liberamente assicurato nell’alveo delle modalità previste dal Trattato. Tenuto conto di ciò, i finanzieri del Comando Provinciale di Trieste hanno rimodulato le modalità di monitoraggio del territorio, garantendo un efficace controllo economico lungo tutta la fascia doganale terrestre.
Particolare attenzione viene rivolta ai flussi transfrontalieri di valuta, da e per l’estero, al fine di intercettare eventuali movimentazioni irregolari di denaro contante. Se poi consideriamo il particolare momento di crisi economica e l’elevato tasso di evasione, le funzioni di controllo richiedono massima vigilanza.

In questi giorni, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Trieste hanno intercettato un veicolo proveniente dalla vicina Slovenia, con a bordo due cittadini, un italiano di 46 anni ed un rumeno di 26, i quali stavano trasportando, nascoste nel cruscotto della macchina, un ingente quantitativo di banconote da 500 euro che, dopo un rapido conteggio è stato calcolato pari a circa 165 mila euro.

I viaggiatori, forse ignari delle attuali normative in materia di circolazione transfrontaliera di valuta, le quali permettono di trasportare in entrata ed uscita dal territorio nazionale, in assenza di apposita dichiarazione alle autorità fiscali nazionali, solo importi inferiori ai 10.000 euro, non hanno voluto fornire alcuna giustificazione per il possesso di tale ingente quantità di denaro.

I finanzieri hanno provveduto a sequestrare banconote per 77.500 euro, ossia, come previsto dalla normativa vigente, il 50% del denaro trasportato oltre la soglia ammessa, e redigere un verbale per violazione alla normativa valutaria. La sanzione prevista per il caso specifico, va da un minimo di 46.350 euro ad un massimo di 77.250 euro e sarà irrogata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Trattandosi di flussi di danaro di consistente entità, le Fiamme Gialle intensificheranno i riscontri nel territorio, anche al fine di prevenire e contrastare eventuali fenomeni di corrieri professionali di valuta. Tale attività di polizia economico-finanziaria si inserisce nel solco degli accertamenti finalizzati all’analisi della movimentazione del danaro contante, ricostruendone l’origine, fino a giungere, nei casi di irregolarità, alla successiva fase di aggressione dei patrimoni di provenienza illecita.

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