Cronaca

Ferriera, Dipiazza replica al diniego del riesame: «Andremo avanti nelle sedi opportune»

Il sindaco risponde al Servizio tutela ed inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico della direzione regionale che ieri aveva negato il riesame dell'Aia allo stabilimento di Servola

«Pilatesco atteggiamento del Commissario per la Ferriera di Trieste, Serracchiani che sembra voler allontanare il più possibile dalla sua persona la vicenda Ferriera cercando di relegarla solo ad una questione tecnica, quando l’Aia ha, invece, tutta un’impronta politica. Credo che solo così si possa definire la risposta di diniego arrivata dalla Regione Fvg al riesame dell’Aia sulla Ferriera di Trieste che abbiamo inoltrato. Siamo mossi dalla volontà di tutelare la salute dei cittadini e fare la massima chiarezza su ogni questione. Andremo sicuramente avanti sul chiedere di riaprire l’Aia sia con la questione rumore, sia polveri e altro, valutando il da farsi con i nostri uffici, in ogni sede che riterremo opportuna».

Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza risponde alla nota del Servizio tutela ed inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico della direzione regionale che ieri puntualizzava che «il superamento dei valori limite in materia di rumore era già noto durante i lavori della Conferenza dei servizi convocata per il rilascio dell'Aia» e quindi, essendo il Comune (con l'Amministrazione Cosolini) a conoscenza e avendo sottoscritto l'autorizzazione, non «può essera accettata la richiesta di riesame». 

«Entrando nel merito, siamo stupiti del fatto che, a fronte di comprovati ed acclarati superamenti acustici di legge (rilevati nei mesi di novembre 2015 ed aprile 2016) di cui tutti gli Enti sono a conoscenza (e di cui il Comune ha provveduto a comminare le relative sanzioni amministrative) si ritenga di non ritornare a sedersi ad un tavolo per rivedere tale autorizzazione, condividendo i vari passi con tutti i soggetti coinvolti - continua Dipiazza -. Siamo stupiti del fatto che, seppur la stessa Azienda Sanitaria nel mese di gennaio 2016 abbia specificato che tale situazione possa generare "... possibili effetti sulla salute" della cittadinanza, si decida che tale Autorizzazione non debba essere rivista».

«Siamo stupiti del fatto che, dopo che l'Azienda ha presentato a luglio scorso il Piano di Risanamento Acustico e sul quale il Comune ha presentato alla Regione una lista non indifferente e non superficiale di osservazioni (ove praticamente viene richiesto di ricominciare tutto daccapo) si decida di non utilizzare l'unico tavolo istituzionale possibile per ritornare sulla tematica rumore, poiché in nessuna parte risulta che il citato Piano possa essere modificato o rivisto dagli Enti - aggiunge il sindaco -. Siamo stupiti del fatto la Regione Fvg, pur conoscendo perfettamente il decreto di approvazione di tale Aia e dei relativi allegati e citandoli in maniera precisa in tale nota, non concordi con il Comune nella ferma volontà che lo stabilimento debba rispettare i limiti previsti dalla norma qui ed ora».

«Ma soprattutto è alquanto singolare che la Regione ritenga che il Comune di Trieste, per il solo fatto di aver partecipato alle Conferenze dei Servizi ed aver approvato i documenti presentati in tale sede, possa considerare l'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione medesima come una cambiale in bianco per l'azienda per i prossimi 30 mesi, mantenendo l'attuale situazione con supina aspettativa che tutto verrà risolto al termine dei lavori, quando nemmeno l'azienda, nel Piano presentato recentemente, ha garantito il rispetto di legge una volta effettuati tutti gli interventi previsti - conclude Roberto Dipiazza -. Il Comune di Trieste ha pertanto intenzione di andare avanti con la questione rumore e con l'Autorizzazione in generale, valutando il da farsi nelle sedi opportune, anche a seguito della risposta del competente ufficio regionale».

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