Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Ferriera, Comitato 5 Dicembre: «Si sentono tamburi di guerra»

Il Comitato 5 Dicembre sull'incontro di ieri mattina tra il Comune di Trieste, rappresentato dall'assessore Giorgio Rossi e dal vice sindaco Pierpaolo Roberti, la proprietà della Ferriera rappresentata dal cavalier Giovanni Arvedi e i rappresentanti del Comitato 5 Dicembre, dall'Associazione ambientalista No Smog e FareAmbiente

Dalla pagina Facebook del Comitato 5 Dicembre - Giustizia Salute Lavoro, le dichiarazioni in seguito all'incontro di ieri mattina tra Comune di Trieste, rappresentato dall'assessore Giorgio Rossi e dal vice sindaco Pierpaolo Roberti, la proprietà della Ferriera rappresentata dal cavalier Giovanni Arvedi e i rappresentanti del Comitato 5 Dicembre, dall'Associazione ambientalista No Smog e FareAmbiente

«Prima, con la precedente Amministrazione, la strada per Arvedi era completamente in discesa. Oggi invece abbiamo visto le prime scintille provocate da un attrito. L'attrito è quello tra due visioni della realtà dello stabilimento di Servola: la visione di Arvedi non contempla alcun problema, quella dei cittadini ne contempla e ne documenta giornalmente tantissimi. La nuova Amministrazione appena insediata si e' fatta portavoce delle nostre istanze. forte delle nostre proteste e del continuo pressing messo in campo negli ultimi 6 mesi, oggi ha chiesto alla proprietà di rendere conto dei continui disagi provocati alla popolazione. Ma ecco che immediatamente da Arvedi parte il ricatto occupazionale. Alla sola parola "problema" la risposta di Arvedi è netta: "Io chiudo tutto, vi do le chiavi e me ne torno a Cremona. Vedete voi cosa fare di 600 lavoratori e mi ridate tutti i soldi che ci ho messo".»

«Le parole di Arvedi di oggi (ieri, n.d.r.) suonano confuse, suonano come un tentativo in extremis, suonano in definitiva vuote. Deve essere rimasto scosso dalla nostra presenza perché anche su altri argomenti non sembrava a fuoco. Ha affermato che i suoi dirigenti hanno l'obbligo di inviargli documentazione fotografica di ogni singola anomalia dello stabilimento e che negli ultimi mesi non ne ha ricevuta alcuna. È credibile pensare che non ne abbia mai saputo nulla? No, non lo è. E se lo fosse, se fosse vero che non ne ha saputo nulla sarebbe ancora più grave, visto che è un imprenditore che si propone di rilevare l'Ilva di Taranto, non la bancarella delle frittelle».

«Il Comune oggi (ieri, n.d.r.) è stato chiaro: revisione dell'AIA, controlli stretti e eventuali denunce, verifica della necessità della chiusura dell'Area a caldo. Sono cominciati gli atti formali e abbiamo verificato come la musica sia completamente cambiata. Se prima era un valzer, ora si sentono tamburi di guerra».
 

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