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Ferriera, Arvedi: «Se chiude l'Area a caldo si chiude l'intero stabilimento»

Questa mattina l'incontro tra il Comune di Trieste, rappresentato dall'assessore Giorgio Rossi e dal vice sindaco Pierpaolo Roberti, la proprietà della Ferriera rappresentata dal cavalier Giovanni Arvedi e i rappresentanti del Comitato 5 Dicembre, dall'Associazione ambientalista No Smog e FareAmbiente

Incontro costruttivo questa mattina tra il Comune di Trieste, rappresentato dall’assessore Giorgio Rossi, delegato dal Sindaco Roberto Dipiazza (costretto ad alcuni giorni di riposo a causa di una broncopolmonite) e dal vice sindaco Pierpaolo Roberti accompagnati dal Segretario Generale Santi Terranova, e la proprietà della Ferriera di Servola rappresentata direttamente dal Cavalier Giovanni Arvedi, accompagnato da alcuni dirigenti dello stabilimento siderurgico. L’incontro, che si è svolto nell’ufficio del Sindaco Roberto Dipiazza, ha visto anche la partecipazione dei rappresentanti del Comitato 5 Dicembre, dall’Associazione ambientalista No Smog e FareAmbiente.

Il Comune di Trieste ha presentato alla proprietà dello stabilimento siderurgico principalmente tre richieste (che verranno immediatamente formalizzate con una lettera). Il Comune, in prima battuta, ha chiesto che vengano in tempi rapidi forniti i dati relativi all’attività di produzione dello stabilimento siderurgico in modo da poterli confrontare con le risultanze ambientali, così da avere una quadro più oggettivo. In questa direzione i dirigenti della Ferriera si sono impegnati a fornire una risposta in tempi brevi.

Relativamente al Piano sulla riduzione dell’inquinamento acustico, diventato intollerabile, l’Amministrazione Comunale ha chiesto che non si possono attendere 30 mesi (come previsto dagli accordi) per ottenere dei risultati, ma che questi devono arrivare al massimo in 6 mesi. Anche su questo punto la proprietà della Ferriera ha assunto l’impegno di presentare in tempi rapidi un piano di azione in modo da risolvere il problema entro febbraio del 2017.

In conclusione il Comune ha espresso la necessità di costituite un comitato  formato dall’Amministrazione Comunale, dai rappresentanti dei comitati e associazioni, da un rappresentante della proprietà in modo da intervenire in contraddittorio per verificare, in tempo reale, la causa delle anomalie che si andranno a verificare da oggi in poi.

Il Comune di Trieste, inoltre, ha fatto presente alla proprietà che, la dove si dovessero verificare sforamenti dei valori inquinanti, procederà, a fronte dei propri obblighi istituzionali, a presentare denunce alle autorità competenti. Il Comune chiederà, infine, alla Regione ed ai soggetti interessati la revisione dell’AIA.

Resta inteso da parte dell’Amministrazione Comunale l’intenzione di procedere verso la chiusura dall’Area a caldo che si ritiene essere la principale fonte inquinante.

Il sindaco Roberto Dipiazza, mangrado la broncopolmonite, nella sua pagina Facebook scrive: «Mi fa molto piacere che oggi al tavolo in Comune sulla Ferriera sia intervenuto personalmente il cavalier Arvedi. Questo dimostra l'interesse al massimo livello verso questo problema da parte della proprietà. Mi è dispiaciuto non poter essere presente a causa del ricovero a Cattinara per broncopolmonite. Comunque si è aperto un tavolo di confronto, con un metodo nuovo assieme ai cittadini, che dovrà portare solo a risultati concreti nell'interesse dei cittadini e lavoratori. L'obiettivo dell'Amministrazione comunale resta, comunque, la chiusura dell'Area a caldo della Ferriera di Trieste».

Il Presidente del Gruppo, Giovanni Arvedi: «Rispettiamo tutti i limiti emissivi: se i dati smentissero la piena sostenibilità dell’area a caldo, sono pronto a chiuderla, ma con lei si chiude l’intero stabilimento».

Il presidente del Gruppo Arvedi, Giovanni Arvedi, unitamente al presidente e AD di Siderurgica Triestina, Antonio Lupoli, ha incontrato oggi l’amministrazione comunale su invito del Sindaco; dispiacendosi per l’assenza del sindaco, dovuta a ragioni di salute per le quali la società ha espresso augurio di pronta guarigione, ST ha testimoniato la propria apertura al confronto rendendosi disponibile – pur senza averne avuto preavviso – a trasformare il tavolo istituzionale in un dialogo inconsuetamente allargato anche a numerosi rappresentanti dei comitati servolani.

La proprietà ha ribadito all’Amministrazione Comunale la propria posizione rispetto alla gestione dell’impianto di Servola. «Lo stabilimento – ha riportato Giovanni Arvedi – sta producendo nel pieno rispetto di tutti gli stringenti parametri ambientali disposti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale vigente. Questo risultato deriva dall’ingente investimento del Gruppo per realizzare tutti gli interventi di risanamento impiantistico disposti dalla Procura, previsti dall’Accordo di Programma e altri ancora che volontariamente abbiamo scelto di compiere per migliorare le performance ambientali dell’area a caldo, mostrando attenzione anche alle segnalazioni dei disagi percepiti della popolazione servolana. Dal punto di vista imprenditoriale siamo certi della nostra posizione, ma al contempo dal punto di vista morale continueremo ad ascoltare la città e ci impegneremo a essere ancora più efficaci nel condividere le risposte». 

«Ribadisco – ha proseguito Arvedi – che sono pronto a chiudere l’area a caldo qualora emergesse che i valori ritenuti inquinanti superino i limiti emissivi di legge, perché si tratterebbe di un crimine non solo amministrativo ma anche ambientale e umano. Ma deve essere chiaro a tutti che la chiusura dell’area a caldo significa la chiusura dell’intero stabilimento, che senza l’area a caldo non si sostiene economicamente nel piano industriale».

«Chiunque ipotizzi perciò di chiudere la Ferriera in modo arbitrario – ha concluso Arvedi – dovrà risponderne economicamente rispetto a un investimento privato di 200 milioni di euro, e umanamente a 600 persone che si ritroverebbero senza lavoro».

Arvedi ha invitato i comitati a visitare nuovamente lo stabilimento, dicendosi pronto a contraccambiare la visita.

Siderurgica Triestina attende di ricevere dal Comune l’annunciata richiesta formale di accesso ai dati relativi alle attività di produzione, per poterla opportunamente valutare nell’ambito delle prescrizioni AIA. La società depositerà la prossima settimana, come disposto dall’AIA stessa, il piano di risanamento acustico con l’elenco degli interventi da svolgersi entro i tempi imposti dal decreto

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