Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Ferriera, la commissione del Senato "promuove" Arvedi e vede «una città molto divisa»

Dopo il sopralluogo allo stabilimento di Servola hanno incontrato prefetto, sindaco Dipiazza, associazioni e comitati, presidente Serracchiani, registrando punti di vista e informazioni divergenti

«Domani incontriamo il cavalier Arvedi a Cremona, perché oggi è stato convocato dal ministro Calenda. Abbiamo riscontrato una povertà di informazioni statistiche e oggettive. L'Arpa sta facendo i controlli, ma credo che tutto debba partire da posizioni non politico-emozionali ma dall'acquisizione di dati certi rilevati da un soggetto pubblico che non deve fare il tifo per nessuno».

Il presidente della Commissione Industria del Senato Massimo Mucchetti, giunta a Trieste per trattare il tema "Ferriera di Servola" e poi incontrare prefetto, sindaco Dipiazza, associazioni e comitati, presidente Serracchiani registrando punti di vista e informazioni divergenti, riassume la giornata iniziata appunto con il soppralluogo allo stabilimento siderurgico. Lungo il colloquio con il sindaco Dipiazza «da cui non abbiamo ricevuto una risposta precisa alla domanda "come intende procedere per la chiusura dell'area a caldo?": se l'azienda rispecchia le prescrizioni, essendo un'azienda privata, ha diritto di svolgere la sua attività».

«Emerge che c'è una città molto divisa - commenta poi Salvatore Tommaselli -. L'azienda ci dice che i dati del 2016 sono inferiori, ma non ci sono i dati oggettivi dell'Arpa, che però non credo possano discostarsi di molto. Credo che la ferriera o ha tutto il processo integrato o non ne può fare solo una parte (quindi solo laminatoio, ndr): per questo auspichiamo un confronto maggiore visto che la società ha accettato l'Aia».

«L'intento comunque del Parlamento è quello anche di sviluppare la siderurgia, ma rispettando le regole ambientali - ha concluso Mucchetti -. Noi non pensiamo a un'Italia fatta di ristoranti, pizzerie e alberghi. L'Italia è un Paese anche industriale e dall'industria arriva lo sprone tecnologico».

Molto comunque dipenderà - hanno ftto intendere i senatori - dall'eventuale ingresso dell'Ilva di Taranto da parte di Arvedi, che fa parte della cordata italo-indiana che ha maggiori probabilità visto che l'altra cordata vorrebbe ridurre la produzione da 8 a 6 tonnellate di acciao e quindi ha già previsto molti esuberi. 

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