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Ferriera, Laureni risponde a Italia Unica: «Massima trasparenza e attenzione a salute dei triestini»

Lo rileva in una nota Umberto Laureni, assessore comunale all'ambiente: «Sulla qualità della raccolta si può fare molto di più, ne sono consapevole. Stiamo investendo molto sulla sensibilizzazione di cittadini e pubblici esercizi e inaspriremo le sanzioni e restiamo disponibili a rivedere collocazioni delle isole ecologiche»

«Rispondo alla nota "Trieste abbandonata tra sporcizia, degrado e inquinamento" a firma Fulvio Serbo, coordinatore provinciale di Italia Unica TS, comparsa su TRIESTE PRIMA del 6 gennaio».

Lo rileva in una nota Umberto Laureni, assessore comunale all'ambiente.

«Parto da una rassicurazione: come assessore all'Ambiente ho valutato attentamente l'esito dei sondaggi sulla qualità della vita nelle città italiane, condotti da importanti organi di informazione, che collocano Trieste in posizione non lusinghiera. Anche se su alcuni degli indicatori utilizzati nei sondaggi ci sarebbe molto da eccepire, sono portato per mia cultura a soffermarmi sopratutto sui giudizi negativi e a tenere conto. È con questo atteggiamento di massima considerazione che rispondo alle critiche del signor Serbo, a partire dalle prime due: il Sindaco non avrebbe fatto valere il suo ruolo di massimo responsabile della salute della collettività e non avrebbe garantito massima trasparenza e disponibilità al confronto sulle tematiche ambientali e di salute collegate alla ferriera». umberto laureni

«Parto dalla seconda: invito il signor Serbo ad indicare un solo incontro sulla ferriera, in qualunque sede e con qualunque interlocutore, a cui il sottoscritto, se invitato, non abbia partecipato. E questo vale per tutte le tematiche ambientali: su trasparenza e disponibilità questa Amministrazione non deve ricevere lezioni da nessuno, così come sulla volontà di comunicare tutto le sue decisioni, come dimostrato dai tantissimi incontri promossi. Confermo che il Sindaco non ha mai rinunciato al controllo sulle situazioni di inquinamento del territorio e ad assumere le iniziative conseguenti. Segnalo al riguardo l'ordinanza sindacale che ha prescritto di spostare fuori di Conconello tutte le antenne radio-televisive oggi collocate all'interno dell'abitato a cui è seguito l'accordo dell'inizio 2015. Venendo alla ferriera ricordo l'ordinanza del novembre 2011 a seguito del superamento dei 35 sforamenti di PM10 in via Carpineto; le due ordinanze conseguenti al superamento della concentrazione media annuale di 1 nanogrammo/mc di benzo(a)pirene nelle stazioni di rilevamento di via San Lorenzo in Selva e di via Pitacco (2012), ed in quella di via San Lorenzo in Selva (2013); e l'ultima, del novembre scorso, che ha prescritto la limitazione nella produzione di ghisa».

«Non c'è dubbio che per la ferriera i prossimi mesi saranno decisivi per valutare l'efficacia delle bonifiche impiantistiche attuate, premessa imprescindibile per il mantenimento dell'area a caldo dello stabilimento. Quello che va qui ribadito è tuttavia l'impegno del Comune che non è mai venuto meno. Sempre sulla ferriera, il signor Serbo mi contesta una serie di omissioni, citando un documento ufficiale del giugno 2014. Dovrebbe aggiornarsi, in quanto dopo quella data tutti gli impegni assunti sono stati attuati. Li riassumo in breve:

  • convenzione con l'AAS e l'Università (novembre 2014) per effettuare un'indagine che valuti la relazione tra i fattori di stress e gli effetti della salute nella popolazione dell'area di Servola. L'indagine, che vuole dare dignità scientifica alla soggettività della popolazione, è in corso e i primi risultati si avranno entro febbraio 2016;
  • convenzione con ARPA-FVG e Università (ottobre 2014) per il monitoraggio delle emissioni in atmosfera di sostanze odorigene provenienti in particolare dalla ferriera di Servola. Il monitoraggio è attualmente in corso;
  • avvio e prime conclusioni entro gennaio 2016 dell' indagine sull'inquinamento dei suoli del rione di Servola » .

«Vengo al PAES, che riceve comunque parole di apprezzamento. Il primo rapporto biennale sul suo stato di avanzamento verrà inviato all'Ufficio comunitario del Patto dei Sindaci entro febbraio 2016, cioè entro i due anni dalla sua approvazione in Comune. Il rapporto farà il punto sul grado di realizzazione delle azioni che dovanno garantire entro il 2020 il raggiungimento degli obiettivi assunti. Su tutto ciò informeremo puntualmente la cittadinanza e i portatori di interesse collettivo, come abbiamo fatto in sede di adozione. Quanto al supposto "scariche barile" per il fatto che questa Amministrazione ha coinvolto formalmente nell'attuazione del PAES gli undici più importanti Enti pubblici operanti a Trieste, ricordo che la logica del Piano si basa proprio sul concetto basilare del "fare squadra", una delle carte vincenti assieme alla formazione/informazione in primo luogo nelle scuole. E poi ricordo al signor Serbo che il contributo del Comune di Trieste alla produzione di CO2 è inferiore al 5 %, per cui da solo, per quanto "virtuoso", ben poco avrebbe potuto incidere».

«Mi auguro di vedere il signor Serbo alla prossima presentazione pubblica, che sarà anche occasione per coinvolgere formalmente altri attori importanti, in primis gli amministratori di stabili per accelerare l'adozione delle corrette procedure di economizzazione del riscaldamento degli edifici, già previste per legge. Se il PAES è lo strumento di programmazione strategica sul risparmio energetico, se Piano regolatore e Piano del traffico sono fortemente orientati verso logiche di compatibilità ambientale, non saranno certamente sfuggiti al signor Serbo i molti interventi settoriali adottati in materia. Gliene segnalo alcuni:

  • la riduzione di un grado della temperatura di riscaldameno di 80 edifici comunali
  • i due sportelli di consulenza/assistenza gratuite sul risparmio energetico e le energie alternative per le ditte e  per le famiglie
  • i mercatini agricoli a chilometro zero
  • le casette dell'acqua
  • la rete di rifornimento per auto elettriche e i parcheggi con un'ora di sosta gratuita per le stesse e per le ibride
  • la verifica di fattibilità affidata all'Area Sience Park e all'Università sugli utilizzi della geotermia da acqua di mare per il riscaldamento degli edifici
  • la quantità rilevante di corsi e momenti formativi garantiti sull'argomento, in primo luogo nelle scuole».

«Vengo al PAC (Piano di Azione Comunale per il controllo dell'inquinamento urbano). Il PAC in vigore fino a tre anni fa prevedeva la chiusura del traffico e la limitazione del riscaldamento degli edifici dopo tre giorni consecutivi di superamento dei limiti di PM10. In questo senso non poteva avere nessuna finalità di prevenzione della salute. Lo abbiamo cambiato, appoggiandoci a modelli previsionali dell'ARPA che ci consentivano di imporre le limitazioni sopracitate prima che intervenisse una situazione di inquinamento.  Tuttavia concordo con il signor Serbo: la limitata efficacia del provvedimento (e questo in tutta Italia, come abbiamo visto nel periodo natalizio) consiglia di rivedere le procedure, ed è sulle possibili soluzioni alternative che stiamo lavorando».  

«Infine i rifiuti. Chiedo al signor Serbo quale potrebbe essere la soluzione alternativa al (cito) "pellegrinaggio biblico" per portare i sacchetti delle immondizie. Cosa propone il signor Serbo, a cui ricordo che il pellegrinaggio per la differenziata, a parte la novità dell'umido, è obbligatorio dal 2010? Inviare tutto in inceneritore oppure aprire una nuova discarica o avviare il "porta a porta" (sarebbe questa la raccolta capillare citata dal signor Serbo)? Questa Amministrazione, che si è impegnata in consiglio comunale ad approfondire possibili soluzioni alternative nella gestione dei rifiuti, conferma l'obiettivo di portare la differenziata sopra il 40 %».

«Sulla qualità della raccolta si può fare molto di più, ne sono consapevole, e la prima a dover essere stimolata è proprio AcegasApsAmga. Stiamo investendo molto sulla sensibilizzazione di cittadini e pubblici esercizi e inaspriremo le sanzioni e, come sempre, restiamo disponibili a rivedere singole collocazioni delle isole ecologiche.  Tuttavia non accetto l'invito a non calcare la mano sugli atti di inciviltà. La mancanza di cultura di una parte dei triestini nella gestione e nel conferimento dei rifiuti non è causa secondaria della situazione. E, ne sono convinto, non sono le persone anziane a comportarsi male.... Nel ringraziare per lo spazio concessomi, rilevo che mi sono volutamente limitato a risposte di merito, sorvolando sulle allusioni, la disinformazione, i marcati doppi sensi e le frasi fatte che non mancano nella nota del signor Serbo».

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