Cronaca Chiarbola - Servola - Valmaura

Ferriera, non passa la mozione per la chiusura dell'area a caldo. La Regione diffida Arvedi

Pareggio in Aula con 22 no di centrosinistra e Giunta regionale e 22 sì di pentastellati e centrodestra. L'assessore Vito condanna la scelta di avanzare la mozione, ma spiega che la Regione ha diffidato Siderurgica Triestina in merito alla richiesta di proroga per il completamento dei lavori di insonorizzazione

La mozione sulla Ferriera di Servola, a firma dei portavoce M5S in Consiglio regionale, è stata respinta dall'Aula con 22 no di centrosinistra e Giunta regionale, sufficienti per controbattere ai 22 sì di pentastellati e centrodestra. L'impegno della Giunta regionale avrebbe dovuto essere di vigilare affinché non siano concesse ulteriori proroghe per l'esecuzione degli interventi di mitigazione acustica; riferire periodicamente alla Commissione consiliare competente la puntuale osservanza delle prescrizioni e verificare il superamento delle criticità indicate; concordare la chiusura progressiva dell'area a caldo entro tempistiche certe, anche rinegoziando l'accordo di programma e le relative autorizzazioni, tutelando gli attuali livelli occupazionali.

«La Regione è in prima linea sulla partita del risanamento ambientale della Ferriera e sta seguendo con il massimo rigore il rispetto dell'Autorizzazione integrata ambientale. Dal dibattito in Aula, invece, non è emersa alcuna buona volontà da parte dell'opposizione di approfondire con serietà gli aspetti relativi all'autorizzazione integrata ambientale della Ferriera di Servola. Non si possono strumentalizzare i temi legati all'ambiente per fare campagna elettorale». Lo ha detto l'assessore all'Ambiente ed energia, Sara Vito a margine del voto in Aula della mozione del M5S.

«La mozione presentata dai cinquestelle è sbagliata sia concettualmente, sia nella sostanza. Va chiarito che a oggi vi è stata un'unica richiesta di proroga da parte di Siderurgica triestina alle prescrizioni dell'Aia e che riguarda il contenimento dell'inquinamento acustico. La giunta ha spiegato che a tutt'oggi non è stata concessa a Siderurgica triestina alcuna proroga, ma che è stato avviato il procedimento di diffida, per il rispetto di quanto impartito dall'autorizzazione in merito. Inoltre, ho ribadito che l'atto di concessione o di diniego di una proroga, è di esclusiva competenza degli uffici, nel rigoroso rispetto delle diverse attribuzioni e competenze dell'organo politico e di quello amministrativo».

E ancora, «nonostante l'invito a ritirare la mozione, dando la massima disponibilità a ritornare in commissione Ambiente per un confronto serio alla presenza degli uffici competenti, il gruppo M5s ha preferito comunque portare in votazione una mozione che è di fatto irricevibile, come ho peraltro spiegato in Aula». Infatti, continua l'assessore Vito, «con questa mozione il M5s voleva impegnare la Giunta a una condotta che a mio avviso potrebbe essere perfino illegittima, chiedendo alla Giunta stessa di interferire in un'attività esclusivamente amministrativa che compete agli uffici. Chiedere infatti a un organo politico di fare in modo che i tecnici non prendano provvedimenti di propria competenza, non solo non si può fare, ma non deve assolutamente essere fatto dalla politica».

In merito alla proroga, va specificato che già lo scorso 14 aprile, data della visita della commissione comunale allo stabilimento siderurgico era stato mostrato in anteprima ai consiglieri il completamento dei lavori d’insonorizzazione del filtro Daneco (aspirazione dell’area altoforno), «la cui realizzazione era prescritta nel breve periodo dalla nuova AIA - scriveva Siderurgica Triestina -: tali interventi sono stati terminati l’8 aprile, con qualche giorno di anticipo rispetto alla previsione della ditta esecutrice, incaricata a valle del decreto AIA, che stimava il termine dei montaggi per il 15 aprile».

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