Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Ferriera, il Consiglio chiede l'ordinanza sindacale per la riduzione della produzione

Dopo i concitati momenti e l'acceso dibattito sullo striscione "Verità per Giulio Regeni", gli animi si sono raffreddati e, dopo il dibattimento, la maggioranza più i 5 stelle hanno votato favorevoli la mozione «per un primo passo significativo verso la chiusura dell'area a caldo»

«30 mesi sono troppi per la risoluzione del problema acustico (gli altri dati li lasciamo ai tecnici) quindi riteniamo necessario un primo passo, è arrivato il momento di prendere decisioni importanti e drastiche, un impianto del genere non può vivere in un centro cittadino. Chiediamo quindi un'ordinanza sindacale per la riduzione della produzione fino al rientro dei parametri (acustici) nei limiti di legge».

La mozione urgente per chiedere la riduzione della produzione dello stabilimento siderurgico di Servola, presentata della maggioranza ed esposta da Everest Bertoli (FI), è stata discussa ieri sera in Consiglio comunale, dopo le altre tre mozioni urgenti sulla questione rigassificatore (confermato il "no" del Comune di Trieste con voto unanime) e le due sullo striscione per Giulio Regeni e la regolamentazione delle affissioni sul Municipio. 

«Credo che sia un impegno assolutamente condivisibile - ha dichiarato Paolo Menis (M5s) -, ma mi pare che qui ci si riferisca solo all’inquinamento acustico, mi auguro che prima o poi si arrivi all’obiettivo finale, ossia quello della chiusura dell'area a caldo». 

«Non ho mai pensato che in 100 giorni il sindaco avrebbe chiuso la ferriera. Ho detto che apprezzo l’unica mossa concreta di adottare l’amministrazione di un tecnico competente e rigoroso come Pierluigi Barbieri (per cinque anni ho subito politiche strumentali sui consulenti) - ha esordito l'ex sindaco Roberto Cosolini (Pd) -. L’ordinanza si fa non perchè lo dice la maggioranza, ma perchè ci sono i dati tecnici che gli impongono di porsi a garanzia dei cittadini, ma di certo non si fa per indirizzo politico». 

«Sono uno di quelli che non baratta 200 mila vite per 1000 posti di lavoro - ha poi affermato Bertoli rispondendo agli altri assessori -: è impensabile che quell’impianto conviva in centro cittadino. Non so se la mozione è ritenuto uno strumento plausibile, ma noi riteniamo che siano maturi i tempi per procedere con un’ordinanza, con contenuti decisi dai tecnici ovviamente, con l’auspicio della chiusura dell’area a caldo: credo che una volta ridotta la produzione per il rumore, non ci saranno solo miglioramenti acustici, ma anche al resto dei problemi dello stabilimento».

La mozione è stata poi approvata a larga maggioranza del Consiglio con 28 voti a favore (la maggioranza più il Movimento 5 stelle), 8 voti contrari e un astenuto. 

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