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Ferriera, FIOM CGIL: "Non ci sono le condizioni per la firma dell'accordo"

"Nessuna certezza su investimenti pubblici, sicuri solo i licenziamenti. Punto di domanda su nuovo forno, attività logistica e riconversione della centrale di produzione elettrica. Non esistono le condizioni per sottoscrivere un’ipotesi di accordo sindacale"

"La Fiom CGIL, pur non condividendo la scelta della chiusura dell’area a caldo della Ferriera di Servola, si è detta disponibile a verificare la praticabilità di un piano in grado di fornire prospettive industriali ed occupazionali per il sito di Trieste, ma questo piano industriale non ha queste caratteristiche". Così una nota stampa del sindacato all'indomani del tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico sulla Ferriera di Servola.

Punti di domanda

Secondo FIOM CGIL l’ipotesi di accordo sindacale appena chiusa "conferma le scelte fondamentali del piano industriale e non può garantire la certezza della continuità occupazionale di tutti gli attuali addetti. Non ci sono certezze sugli investimenti pubblici e privati; non si sa se si farà la linea di ricottura continua con l’installazione di un nuovo forno (che è per noi la scelta industriale più rilevante perché da essa dipende o meno la possibilità di tenere aperta una prospettiva per la produzione dell’acciaio magnetico); non c’è una consistente certezza sullo sviluppo dell’attività logistica; non si sa se la riconversione della centrale di produzione elettrica porterà alla costituzione di una nuova società di gestione con conseguente uscita degli addetti dal settore metalmeccanico".

"Mancano le condizioni per un accordo"

"Di certo c’è che i lavoratori attualmente a tempo determinato ed in somministrazione dal 31.1.2020 saranno licenziati - continua il sindacato - se nel frattempo non si troveranno soluzioni in imprese terze. Si tratta quindi di apprezzabili dichiarazioni d'intenti, insufficienti, nella nostra valutazione, a determinare un profilo condivisibile di ipotesi di accordo vincolante ed esigibile. Per queste ragioni la Fiom Cgil ritiene non esistano le condizioni per sottoscrivere un’ipotesi di accordo sindacale che tra l’altro rimanda ad impegni e soggetti terzi non presenti al tavolo della trattativa".

In conclusione, FIOM CGIL continua a chiedere "la riunificazione del tavolo dell’Accordo di Programma con quello azienda/sindacati tanto più che i tempi sembrano sostanzialmente coincidere. Adesso la parola alle assemblee ed al referendum dei lavoratori il cui esito sarà, come sempre, vincolante anche per la Fiom Cgil.

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