Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Ferriera: non accolta la richiesta del Comune di riesame dell'Aia

La Regione spiega che «in primo luogo gli uffici regionali hanno rilevato che l'istanza non conteneva alcun elemento di novità»

La Regione «non ha potuto accogliere la richiesta presentata dal Comune di Trieste di riesame dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata a Siderurgia triestina il 27 gennaio dello scorso anno». Lo rende noto la Direzione regionale dell'Ambiente, precisando che «la decisione, comunicata già oggi al sindaco Roberto Dipiazza, è stata assunta dopo una attenta e approfondita valutazione da parte degli uffici tecnici regionali degli elementi a supporto della richiesta. Come viene spiegato nella comunicazione al Comune, in primo luogo gli uffici regionali hanno rilevato che l'istanza non conteneva alcun elemento di novità».

«In base infatti al D.Lgs. 152/2006, che detta norme in materia ambientale, una richiesta di riesame avrebbe potuto essere presa in considerazione esclusivamente solo in presenza di una serie di ipotesi tassative, puntualmente elencate, che in questo caso non sussistono - spiega la Regione -. Per quanto riguarda gli altri aspetti evidenziati a supporto della richiesta di riesame, la Direzione Ambiente puntualizza che il sindaco ha asserito una carenza istruttoria nel rilascio dell'Aia in quanto non sarebbe stato acquisito il parere di cui agli articoli 216 e 217 del RD 1265/1934. In realtà la convocazione della Conferenza di servizi evidenziava esplicitamente che il sindaco era chiamato ad esprimere il parere sanitario, previsto dal Regio Decreto. Come emerge dai verbali della Conferenza di servizi, il Comune ha fattivamente partecipato alla redazione della relazione istruttoria ed all'individuazione delle prescrizioni autorizzative necessarie anche alla tutela della salute pubblica. Inoltre il sindaco ha richiesto che sia data applicazione ad una norma (l'art. 29-septies del D.Lgs 152/2004), che però può essere applicata solo nell'ambito della Conferenza di servizi. In ogni caso la norma invocata prevede la possibilità di prescrivere misure più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecniche disponibili: e ciò è puntualmente avvenuto, come, ad esempio, con l'imposizione di limiti per le deposizioni di polveri, non previsti dalla normativa sulla qualità dell'aria. Infine - continua la nota tecnica della Regione - il sindaco ha affermato che non è stata applicata la Decisione 2012/249/UE, che, di fatto, disciplina la determinazione dei periodi di avvio e di arresto di impianti di combustione con potenza termica nominale totale pari o superiore a 50 MW e, pertanto, non è applicabile all'impianto siderurgico di Servola. Sulla base di tutti questi elementi gli uffici tecnici regionali hanno dunque giudicato "infondati o non pertinenti" i motivi della richiesta e non hanno potuto accoglierla».

«Il direttore centrale per l'Ambiente e l'Energia della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nei giorni scorsi aveva avocato a sé la trattazione della pratica relativa al riesame dell'Aia. Il provvedimento è stato conseguente a una comunicazione del direttore generale della Regione, con la quale si è data notizia di una segnalazione relativa alla Ferriera di Trieste, in cui è ipotizzata la sussistenza di un potenziale conflitto di interessi nella trattazione della pratica del direttore del Servizio tutela da inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico. L'avocazione - conclude il comunciato stampa - è avvenuta nelle more dell'acquisizione dei chiarimenti richiesti e della loro valutazione, in considerazione della rilevanza, anche sociale, della questione relativa allo stabilimento autorizzato, e per evidenti ragioni di opportunità e di tutela del pubblico interesse».

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