Ferriera, ordinanza di Dipiazza dopo fumo e boati: «15 giorni per la verifica dell'impianto»

Il sindaco: «Ritengo opportuno un confronto tra me ed il cavalier Arvedi per decidere assieme la chiusura dell'area a caldo e sviluppare un'industria pulita»

foto "incriminante" del 18 aprile

«A seguito delle esplosioni che si sono verificate lo scorso 18 aprile durante il fermo dell’altoforno per interventi manutentivi, e sulla base del rapporto ispettivo dei Vigili del Fuoco, ho deciso di emettere un'ordinanza perché ci sono le condizioni cautelari ed urgenti derivanti da una situazione eccezionale e imprevista che costituisce una concreta minaccia per la pubblica incolumità. In tempi certi (entro 15 giorni) è stato ordinato che venga effettuata, da parte di un tecnico abilitato, una approfondita verifica statica e di funzionalità della parte dell’impianto della Ferriera interessato dall’evento e quindi eseguiti gli interventi di messa in sicurezza a salvaguardia dell’incolumità dei lavoratori e a tutela della salute pubblica».

Così il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza che oggi, venerdì 21 aprile, ha appunto emesso un’ordinanza sindacale «data l’impossibilità di utilizzare i normali mezzi dell’ordinamento giuridico», spiega una nota del Comune.

«Se l’Arpa, da un lato, dopo aver sentito i referenti dello stabilimento siderurgico – commenta il sindaco – ha comunicato che si è trattato di una “canalizzazione del vento caldo con sovrappressione in altoforno che ha determinato l’apertura dei bleeders provocando uno scoppio ed emissione di fumi”; c’è anche la specifica nota formale inviata a questa amministrazione da parte dei Vigili del Fuoco di Trieste che sono intervenuti nello stabilimento a seguito della segnalazione della Polizia locale allertata dai cittadini residenti a Servola, la quale indica che “si rende necessaria una approfondita verifica statica e di funzionalità da parte di tecnico qualificato, della parte di impianto coinvolta nell’evento, e tutte le opere di assicurazione e ripristino che il caso richiede”».

«Entro quindici giorni vogliamo una relazione da parte del tecnico abilitato che attesti l’avvenuta esecuzione di quanto richiesto - continua il primo cittadino -. Inoltre il Comune avverte che, per quanto riguarda gli aspetti ambientali e in particolare per quanto attiene all’Aia, la cui competenza è della Regione Fvg, si mette in evidenza che l’esecuzione di quanto disposto sarà accertata da questo Comune, mediante apposita verifica da effettuarsi da Arpa e Azienda sanitaria nell’ambito delle rispettive competenze».

«Il Comune di Trieste grazie all’impegno degli uffici, all’attenzione dell’assessore Luisa Polli, alle capacità specifiche del nostro consulente Pierluigi Barbieri e con l’importante aiuto dei cittadini che compongono il tavolo di lavoro sta portando avanti una intesa attività di controllo a tutela della salute pubblica e dell’ambiente e di verifica del rispetto dell’accordo di programma e dell’Aia - spiega Dipiazza -. Gli importanti elementi nuovi prodotti sino ad oggi, in forza dei quali è stata già richiesta la revisione dell’Aia, ma che la Regione non ha concesso, li stiamo trasferendo anche alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti. Come più volte detto l’area a caldo della Ferriera non è compatibile con la salute della popolazione e non rappresenta il futuro industriale ed economico sia per la città che per la proprietà. Ritengo opportuno – aggiunge Dipiazza – un confronto tra me ed il cavalier Arvedi per decidere assieme la chiusura dell’area a caldo e sviluppare, con l’appoggio di questa amministrazione, un’industria pulita e compatibile con l’ambiente rappresentata dal laminatoi e logistica. I canali per questo incontro sono stati già avviati».

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«Il rifiuto della Regione Fvg, peraltro inaspettato dato che si dice attenta alla salute pubblica, alla richiesta più che motivata di revisione dell’Aia, non ha fermato l’attività di questa amministrazione comunale – aggiunge l’assessore all’Ambiente Luisa Polli - che è determinata nella sua azione di tutela della salute pubblica e dell’ambiente». 

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