Scoccimarro: "Area a caldo Ferriera non più compatibile con lo sviluppo di Trieste"

Audizione questa mattina in Consiglio comunale dell'assessore regionale all'Ambiente. "Nessuna famiglia deve restare senza stipendio. Non è una promessa, ma un obiettivo cardine che questa Giunta si prefigge". Le opposizioni: "Vogliamo capire se stiamo parlando dell'uscita di Arvedi o della chiusura dell'area a caldo"

“L’area a caldo della Ferriera non è più compatibile con lo sviluppo della città né con il tessuto urbano che la circonda”. Le parole sono dell’assessore regionale all’Ambiente, Fabio Scoccimarro che questa mattina è intervenuto nella seduta mattutina del Consiglio comunale convocato appositamente per discutere l’accelerazione subìta della presunta chiusura dell’area a caldo dello stabilimento di Servola, successivamente all'apertura da parte della famiglia Arvedi apparsa sulla stampa la scorsa settimana. 

"Sono oltre 20 anni che se ne parla - ha rimarcato Scoccimarro - e sono state fatte alcune scelte legittime anche se poco lungimiranti. L'idea di cucire addosso all'impresa un accordo di programma e un'Aia in fretta e furia fu infatti certamente discutibile. Tuttavia siamo in uno stato di diritto, in cui per revocare qualsivoglia concessione o autorizzazione, vanno seguiti iter amministrativi e non politici". 

"Lavoro in silenzio"

Il concetto per cui l'area a caldo della Ferriera andrebbe chiusa, secondo Scoccimarro "è espressione degli elettori che hanno eletto i rappresentanti politici in virtù di un programma ben preciso. Indirizzo politico rinforzato da una mozione trasversalmente approvata da quasi tutte le forze politiche del Consiglio regionale, con la sola astensione del Pd". L'assessore all'Ambiente ha rivendicato il "lavoro in silenzio" rimarcando come "ci sono iter amministrativi da avviare per far valere le proprie ragioni e sicuri contenziosi legali da vincere. Sappiamo tutti quanto la burocrazia e la magistratura abbiano tempi imprevedibili e comunque troppo lunghi per garantire una soluzione a breve termine a cittadini e lavoratori". 

Gli incontri con Arvedi: "Nessuna famiglia senza stipendio"

Nei diversi incontri che l'assessore ha avuto con la proprietà sono emersi punti di vista e tempistiche diverse. "Nel secondo e terzo incontro con Arvedi infatti siamo scesi più nel dettaglio tanto da concordare alcune iniziative da mettere in atto e indicazioni da dare ai rispettivi staff al fine di aprire ufficialmente una trattiva volta alla riconversione dell’area a caldo della Ferriera: ed ecco il motivo dello scambio di pec del 28 e 29 agosto". Infine la lettera di Arvedi "disponibile a trattare la chiusura dell’area a caldo in base alla mia lettera del giorno prima ponendo delle condizioni: rientro degli investimenti per l’attività imprenditoriale e salvaguardia dei livelli occupazionali". 

Le opposizioni: "C'è il nulla, la scatola è vuota"

Secondo Scoccimarro, nel caso si andasse in direzione della chiusura dell'area a caldo "il rientro economico dovrà tenere conto di diversi aspetti e interessi: ci sono da smantellare gli impianti di altoforno e cockeria ed effettuare le bonifiche".Dalla nota dell'assessore all'Ambiente emerge anche l'invio di una lettera al presidente dell'Autorità Portuale per "avviare gli iter amministrativi per un eventuale acquisto dell'area". 

"Nessuna famiglia deve restare senza stipendio" ha ribadito Scoccimarro. "Non è una promessa, ma un obiettivo cardine che questa Giunta si prefigge". Scoccimarro sa che il percorso è complesso perché, come da lui affermato, "si intrecciano fattori economici, ambientali e occupazionali". L'arrivo ad una formale apertura di una trattativa rappresenta per certi versi un "primo passo di un percorso". Non c'è al momento nessuna crisi industriale, né un nuovo acquirente o investitore interessato alla Ferriera. 

Il sito inquinato, parte della partita si gioca lì

E' sul superamento del sito inquinato che si gioca parte della partita. "Senza questo, nulla potrà essere neanche pensato per lo sviluppo di quell'area". "Sono riuscito in quella che è la svolta storica sulla Ferriera, ossia la disponibilità alla chiusura dell’area a caldo; ora ogni Ministro, Presidente e assessori regionali, sindaco, presidente di autorità portuale, sindacato, e altri attori che si aggiungeranno ai tavoli, avranno il loro compito da eseguire al meglio al fine di giungere insieme ai risultati (e sottolineo il plurale) desiderati", così ha concluso Scoccimarro prima di lasciare la parola ai consiglieri comunali. 

In ultimo, l'assessore ha però ricordato come "questa trattativa non è una carta bianca per la società: il cronoprogramma per la dismissione e la bonifica del sito prevedranno un nuovo accordo di programma e AIA affinché ambiente e salute dei cittadini vengano tutelati come è stato finora". Insomma, ci vorrà tempo per poter vedere qualche risultato. Ma a tastare il polso alla politica, sembra che la strada sia tracciata. 

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