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Ferriera, Serrachiani: «Impossibile sospendere produzione, Aia vincolata a interventi ambientali»

Lo ha sottolineato la presidente della Regione Debora Serracchiani, intervenendo al dibattito su "Giustizia, ambiente, impresa"

«Nelle vicende ambientali la fase 'patologica' è affrontata con sanzioni, sequestri e tutte le necessarie azioni previste dalla legge, ma da amministratore pubblico rilevo che il problema ancora non risolto è quello della fase preventiva: spesso c'è una 'solitudine' che non aiuta chi deve prendere decisioni nell'applicazione della legge».

Lo ha sottolineato la presidente della Regione Debora Serracchiani, intervenendo al dibattito su "Giustizia, ambiente, impresa", moderato dalla giornalista Federica Fantozzi, a cui sono intervenuti anche il presidente Giovani Confindustria FVG Matteo Di Giusto, Dimitri Girotto, docente di Diritto costituzionale dell'Università di Udine e l'avvocato Francesco Bruno nell'ambito di "Lex Fest 2016", la tre giorni dedicata alla giustizia e agli operatori di diritto che si è tenuta al castello di Canussio di Cividale.

Da presidente di Regione ricopro anche il ruolo di Commissario straordinario della terza corsia della A4, per il dissesto idrogeologico e per la crisi industriale complessa della Ferriera di Trieste: questo è il segnale che non ci sono le condizioni per l'attività ordinaria che culturalmente deve tenere insieme l'impresa e l'ambiente. In questo senso la strada è stata intrapresa ma c'è ancora un percorso lunghissimo che dobbiamo fare e che è soprattutto amministrativo", ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia. Serracchiani nel corso dell'intervento ha passato in rassegna tutte le fasi del "caso Ferriera" di Servola, di fatto, la seconda dichiarazione di crisi complessa in Italia dopo quella di Piombino.  ACCOGLIENZA: SERRACCHIANI, DIAMO RISPOSTE AL TERRITORIO-11

Un insediamento produttivo che era insediato dal 1896, molto prima che i quartieri residenziali di Trieste vi nascessero attorno. «Siamo primo caso in Italia che sta dando attuazione all'articolo 252 bis del decreto legislativo del 2006 e quindi realizzando il risanamento ambientale contemporaneamente al proseguimento dell'attività industriale: questo tenuto conto del fatto che si tratta di una tipologia di produzione che, come nel caso dell'Ilva, non può essere sospesa», ha spiegato Serracchiani, ricordando anche che l'accordo di programma costruito dalla Regione e sottoscritto da cinque ministeri, soggetto privato e altri enti è stato raggiunto in soli otto mesi, "tempi straordinari per il nostro Paese" e con un investimento privato "tutt'affatto banale" di 170 milioni di euro, che si aggiungono ai 41 di fonte pubblica.

Anche le condizioni di controllo sono in questo caso innovative, ha sottolineato Serracchiani. «L'Autorizzazione integrata ambientale è stata adottata recentemente tenendo conto della nuova direttiva europea che è intervenuta tra il 2014-15 e che fa sì che si tratti di una dichiarazione di impatto ambientale che in qualche modo rimane 'aperta' e che tramite controllo costante costringe a interventi serrati, pena sanzioni molto salate. In questo quadro l'impresa e il pubblico sono chiamati a realizzare in tempi precisi tutte le azioni programmate: anche questa - ha concluso Serracchiani - una condizione che troppo spesso in Italia non si è verificata». 

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