Cronaca

Ferriera, Siderurgica replica alla moglie dell'operaio: «Lavoro duro ma nel rispetto delle regole»

La società risponde alla lettera pubblicata da Alberto Kostoris e ripresa dalla nostra testata, nella quale la coniuge di un lavoratore ha descritto le dure condizioni lavorative all'interno della Ferriera di Servola

A seguito della testimonianza rilasciata dalla moglie di un operaio della Ferriera di Servola, la società ha deciso di replicare. Riassumendo, la lettera pubblicata descriveva condizioni lavorative molto pesanti: ustioni, malattie professionali, orari massacranti e pochissime garanzie contratturali. Riportiamo la replica di Siderurgica.

«Si ritiene quanto riportato da Triesteprima non rispondente alla realtà lavorativa ed umana di chi vive ed opera a vari livelli nello Stabilimento. Il lavoro certo è duro, ma condotto nel rispetto delle normative in tema di sicurezza e salute. Il servizio di lavaggio degli indumenti di lavoro è frutto di un accordo con i lavoratori a cui l’Azienda ha ben volentieri aderito. Gli indici di sicurezza sono migliori rispetto alla media del settore siderurgico. I livelli retributivi sono ovviamente regolati dal contratto nazionale di categoria a cui si aggiungono il premio di risultato ed il contratto integrativo discusso con i Sindacati. Le poche persone di altre nazionalità (meno di 40 sul totale di 550) sono perfettamente integrate nel tessuto lavorativo e manifestano professionalità in linea con i colleghi.

«I contratti a tempo determinato rappresentano il 15% della forza lavoro complessiva e vengono quasi sempre confermati a tempo indeterminato, senza contare l’indotto di tante piccole e medie aziende che operano con circa altri 100 addetti. Spiace dover constatare come a fronte della disinformazione, nello Stabilimento si continui a lavorare con piena dignità umana e professionale e nel pieno rispetto delle regole».

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