Cronaca

Ferriera, un ex dipendente: «Io, licenziato per aver contestato la "fabbrica della morte"»

Dopo la lettera scritta dalla moglie di un operaio della Ferriera di Servola, un altro ex dipendente decide di portare la sua testimonianza all'avvocato Alberto Kostoris.

Dopo la lettera scritta dalla moglie di un operaio della Ferriera di Servola, un altro ex dipendente decide di portare la sua testimonianza all'avvocato Alberto Kostoris. Ricordiamo che il precedente post parlava di orari massacranti, rischi per la salute e contratti a tempo determinato che prevedono paghe non adeguate al rischio nè all'orario. Siderurgica Triestina ha quindi risposto smentendo non la durezza del lavoro ma le presunte condizioni "disumane" che, secondo la nota dell'azienda: «Sono migliori rispetto alla media del settore siderurgico nell'ambito della sicurezza e I livelli retributivi sono regolati dal contratto nazionale di categoria a cui si aggiungono il premio di risultato ed il contratto integrativo discusso con i Sindacati».

Pubblichiamo ora la nuova testimonianza anonima pubblicata sulla pagina di Kostoris: «Caro Kostoris sono uno dei 12 operai ex lucchini non riassunti per mancato rispetto da parte di Arvedi dell'accordo fatto con i sindacati e in presenza di Serracchiani. Dovevano riassumerci entro il 31/12/16 e poi parlano di nuove assunzioni.... Che pensassero prima ad assumere chi ha gia lavorato per 26 anni all'interno dell' azienda. Io direi alla moglie di quell'operaio di stimolare il marito a trovare un altro lavoro se ama suo marito, e di farlo per la sua salute perché la Ferriera è proprio "la fabbrica della morte"».

«L'azienda dice che rispetta la salute ma non è vero; mi ascolti bene: C.P. ex operaio allontanatosi dalla Lucchini perchè aveva un tumore (morto), L. C. messo in cassa integrazione dal azienda ha un tumore e tuttora fa chemioterapia, S.N. attualmente lavora in Arvedi come adetto loppa con un tumore alla vescica e percepisce, oltre alla busta paga, anche la pensione di invalidità questa è un po' la situazione che offre la Ferriera di Servola nonchè fabbrica della morte».

«Sono momentaneamente disoccupato perché Lucchini ha chiuso definitivamente e invece io che non ho nessuna grave malattia al contrario di altri vengo lasciato a casa e non riassunto in Arvedi. Come me sono altri 11 gli operai lasciati in questa situazione solamente perché abbiamo alle volte segnalato o ci siamo opposti a certi tipi di lavori di inquinamento all'interno della fabbrica come scaricare a cielo aperto gli scarti dell'altoforno ancora fumanti con odori acri la notte».

«Io stesso, incaricato di eseguire questo lavoro una notte, ho chiamato il rappresentante sindacale mentre svolgevo queste operazioni di alto inquinamento infatti dopo queste mie segnalazioni e lamentele si procedeva a bagnare sotto una doccia per minimo 10 ore questi scarti del forno e poi scaricarli a terra in parco. Per questo motivo sono un operaio scomodo per Arvedi perché potrei in futuro fare segnalazioni su lavori non da fare senza precauzioni per inquinare il meno possibile, ignorate invece da parte dell azienda. Che sia Lucchini o Arvedi ha cambiato proprietario ma il lavoro che viene eseguito all'interno della "fabbrica della morte" è sempre quello. E visto che l'azienda commenta la sua lettera dicendo che è un lavoro duro, io più che duro direi disumano».

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