Ferriera, il Ministero intima a Siderurgica di interrompere lo sversamento a mare

Dipiazza: «Soddisfazione per l’attenzione e il tempestivo intervento del Ministero dell’Ambiente»

nube del 24 luglio scorso

«In base a quanto evidenziato da Arpa FVG lo scorso 31 luglio abbiamo chiesto ad inizio settembre al Ministero dell'Ambiente di valutare l'opportunità di adottare un provvedimento specifico per eliminare da parte della Ferriera di Trieste, l'immissione in mare delle acque di falda contaminate. Nella nota dell'Arpa, infatti, si evidenziava come le analisi delle acque di falda esaminate in determinati pozzetti vicini al mare, mostrano una pesante presenza dei cancerogeni benzene e benzo(a)pirene, accanto a naftalene ed altri idrocarburi. Siamo soddisfatti perché il Ministero dell’Ambiente ha prontamente risposto chiedendo alla proprietà dello stabilimento siderurgico di procedere immediatamente a interrompere lo sversamento a mare: “…Si richiede a codesta Azienda l’immediata attivazione dell’emungimento della barriera idraulica e ogni ulteriore misura di prevenzione necessaria ad impedire la diffusione dell’inquinamento”».

Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, nell’esprimere soddisfazione per l’attenzione e il tempestivo intervento del Ministero dell’Ambiente, lo scorso 4 settembre ha inviato una nota formale al Ministero dell'Ambiente nella quale vengono indicati importanti elementi che la Conferenza dei Servizi dovrà prendere in considerazione prima di esprimersi sulla variante presentata da Siderurgia Triestina al progetto definitivo per l'implementazione dell'attività di reindustrializzazione dell'area.

«Accanto all’evidenza di un inquinamento delle acque, abbiamo rinnovato l’evidenza della situazione di deposito sui terreni di polveri, nelle quali risultano presenti IPA, tra cui benzo(a)pirene cancerogeno. Dall'elaborato di Arpa FVG del 7 febbraio di quest'anno, emergono significative deposizioni di benzo(a)pirene, originate dalla cokeria dello stabilimento siderurgico, che raggiungono l'abitato. Abbiamo illustrato anche - continua il sindaco - che l'attuale pianificazione delle analisi ridotta a trimestrale con l'AIA rilasciata nel 2016 (con l'AIA del 2008 la rilevazione era mensile) non permette di riscontrare miglioramenti statisticamente significativi. Abbiamo, inoltre, portato all’attenzione del Ministero dell'Ambiente che, il Comune di Trieste a fronte di queste allarmanti evidenze, ha già presentato alla Regione FVG la richiesta formale di riesame dell'AIA, ma questa richiesta è stata rigettata dalla stessa Regione».

«È stato opportuno anche portare a conoscenza del Ministero dell'Ambiente - conclude Dipiazza -, e la cosa è alquanto inaccettabile, che, relativamente alle deposizioni di questo idrocarburo cancerogeno, l'attuale AIA non abbia previsto alcuno specifico valore obiettivo».

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