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Foto Aiello

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Festa della Liberazione, oltre le porte chiuse: la storia della figlia che ha voluto ricordare il padre

"Lui è morto a Dachau nel 1943, a soli 33 anni". Il racconto di una figlia che ha voluto ricordare il padre

Sono circa le 11 del 25 aprile 2020. All'esterno della Risiera domina la quiete. Quest'anno infatti, a causa delle disposizioni legate al Covid-19, la commemorazione del 75esimo anniversario della Liberazione si è svolta a porte chiuse, alla presenza delle sole Autorità. Ma oggi, 25 Aprile, la Libertà si celebra lo stesso perchè l'amore e il ricordo non trovano mai barriere.

Sono circa le 11 e una signora si avvicina all'ingresso della Risiera con una pianta: l'obbligo delle mascherine e il mantenimento della distanza di sicurezza non impediscono le manifestazioni di umanità e la volontà di condividere, pur mantenendo sempre quel metro. Ci racconta che suo padre, di origini istriane, è morto a Dachau nel 1943, a 33 anni; fu prima imprigionato a Pola, poi portato alla Risiera triestina ed infine deportato al campo di sterminio. Ci racconta che, consapevole della sua sorte, ha scritto proprio lì l'ultimo messaggio d'addio alla moglie.

Poi c'è stato solo un profondo silenzio e un momento di grande commozione. La signora ha appoggiato lievemente il vaso e, dopo averlo lasciato a terra, se ne è andata. La sua storia però è rimasta racchiusa in quei fiori, come se l'avessero suggellata tra i petali. Qualche minuto dopo è arrivato il curatore della Risiera chiedendo spiegazioni: "Li porterò dentro. Peccato non averla potuta ringraziare di persona".

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