Fials: "150 operatori sanitari contagiati, necessaria più sicurezza"

Così dichiara Fabio Potoschnig, segretario provinciale della Fials: "Ancora non ci capacitiamo del perchè si sia deciso di trasformare entrambi i presidi ospedalieri cittadini in Covid-19"

Foto: Aiello

"Leggiamo di 150 dipendenti di ASUGI risultati positivi al Covid-19 e circa 1500 in sorveglianza attiva, dati che purtroppo ancora non conoscevamo che risultano peggiori di quanto potevamo immaginare e ancora non ci capacitiamo del perchè si sia deciso di trasformare entrambi i presidi Ospedalieri cittadini in Covid-19". Così dischiara Fabio Potoschnig, segretario provinciale della Fials, in merito ai contagi recentemente comunicati nel personale sanitario dell'Asugi.

I tamponi

"A Trieste - continua Potoschnig - vengono effettuati giornalmente centinaia e centinaia di tamponi (vedi anche case di riposo) e questo fa si che nonostante la potenzialità dei laboratori sia aumentata e i Tecnici sanitari lavorino incessantemente, il risultato del test possa essere comunicato agli interessati anche alcuni giorni dopo l'esecuzione del tampone stesso e laddove l'esito del test risulti positivo, viene attivata la procedura prevista per verificare se i colleghi e parenti con i quali l'operatore è venuto a contatto risultino a loro volta positivi, questo oltre a creare apprensione nelle persone coinvolte genera un lavoro immane per tutti".

Carenza di Dpi

Viene lamentata dal sindacato anche una carenza di dpi "salvo le mascherine che almeno in questo momento ci sono. Ad esempio ad oggi in Asugi ci sono poche tute e queste vengono contingentate (l'Assessore Riccardi ha annunciato l'arrivo di 11.800, ma si trovano presso l'Arcs in attesa di essere distribuite alle Aziende regionali), tanto che viene ipotizzata la loro sostituzione con i camici anche nei reparti Covid-19".

"Auspichiamo - dichiara la Fials - che questa ipotesi non venga adottata perchè a nostro avviso aumenterebbe il rischio di contagio per gli operatori, anche perchè sembra manchino i DPI necessari al completamento di un corretto uso dei camici stessi, come i gambali e i caschi. Non vorremmo sentire più criticità come quelle vissute dal personale della Geriatria o della Medicina d'urgenza e a tal proposito siamo ancora in attesa dei protocolli annunciati dal Direttore Generale dell'ASUGI per le cosiddette "aree grigie" che per quanto ci riguarda dovrebbero essere considerate tutte le aree aziendali che in questo momento non sono Covid". 

Secondo Potoschnig "Considerare tutti i pazienti come potenzialmente positivi aumenterebbe il livello di sicurezza operativa e questo andrebbe a beneficio sia del personale che dei cittadini stessi. A questo si aggiunge anche il fattore economico, infatti siamo ancora in attesa di fare un accordo Regionale che ci darebbe la possibilità di riconoscere agli operatori ospedalieri e territoriali, coinvolti direttamente o indirettamente nel contrasto al Covid-19, dei premi incentivanti che andrebbero a compensare almeno in parte i grandi sacrifici sostenuti dal personale del SSR che con senso di responsabilità e professionalità non si è mai tirato indietro per assistere e curare i cittadini contagiati da questo subdolo virus che come abbiamo visto in molti casi ha colpito anche gli stessi operatori".

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Segretario Regionale Fials/Confsal

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