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Maxi-truffa ai danni dello stato: le Fiamme Gialle sequestrano beni per 1 milione di euro

I Finanzieri hanno così portato alla luce una truffa aggravata ai danni dello stato perpetrata da ben 6 società della provincia di Gorizia e di Udine

I Finanzieri della Compagnia di Monfalcone hanno effettuato un maxi-sequestro di beni mobili ed immobili per quasi 1 milione di Euro, costituenti il profitto dei reati di truffa aggravata ai danni dello Stato ed indebita percezione di contributi di natura pubblica, con ls conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria competente di 6 soggetti coinvolti.

L’operazione, coordinata dal Sostituto della Procura della Repubblica Dott.ssa Laura  Collini, titolare delle indagini - tuttora in corso di svolgimento - è scaturita dall’approfondimento di un contributo pari a 1 milione e 300 mila Euro per “incentivi alle imprese” erogato dal Ministero dello Sviluppo Economico in capo ad una società operante in provincia nel settore della piccola cantieristica navale

Dagli approfondimenti esperiti, è emerso che l’acquisizione di una così ingente contribuzione era stata astutamente operata mediante un meccanismo fraudolento, consistente nell’emissione di fatture false per lavorazioni mai effettuate, che andassero a comprovare all’Ente erogatore una considerevole spesa sostenuta, pari a circa 2 milioni e 700 mila Euro, volte a dimostrare in maniera documentale la presenza dei requisiti richiesti ai fini dell’ottenimento in denaro di circa il 50% del spesa sostenuta a fondo perduto. In particolare, una delle società è risultata essere una mera “cartiera”, completamente sconosciuta al fisco, operante esclusivamente nell’emissione a favore degli altri soggetti economici coinvolti dei documenti fiscali necessari all’avvio del meccanismo di dissimulazione.

I Finanzieri hanno così portato alla luce una truffa aggravata ai danni dello stato perpetrata da ben 6 società della provincia di Gorizia e di Udine, facenti capo ad altrettanti soggetti - quali amministratori di diritto o di fatto delle stesse - conniventi nel medesimo disegno criminoso e tutti riconducibili  ad  una  filiera  comune  di  operazioni  commerciali  e  finanziarie  “fantasma”  utili al meccanismo fraudolento, rendendone particolarmente difficoltosa la ricostruzione.

In aggiunta, l’emissione e l’utilizzo delle fatture per operazioni inesistenti ha permesso agli amministratori di creare artificiosamente indebiti crediti di imposta, fruiti nel momento dichiarativo al fine della compensazione dei diversi tributi dovuti all’Erario.
 

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