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Ficcolata Stasera in Memoria della prima Deportazione da Trieste e contro i Razzismi: Ore 18:30 p.Zza della Borsa. Il Percorso

Oggi, alle 18.30, la Comunità ebraica di Trieste organizza una fiaccolata aperta a tutta la cittadinanza in memoria dei deportati e contro i razzismi e l’intolleranza che in tutt’Europa stanno registrando una preoccupante rimonta.L’iniziativa, che...

Oggi, alle 18.30, la Comunità ebraica di Trieste organizza una fiaccolata aperta a tutta la cittadinanza in memoria dei deportati e contro i razzismi e l'intolleranza che in tutt'Europa stanno registrando una preoccupante rimonta.
L'iniziativa, che lo scorso anno ha registrato una grande partecipazione, ricorda la prima deportazione ebraica che il 7 dicembre 1943 vide partire da Trieste alla volta di Auschwitz 159 persone, di cui solo nove fecero ritorno dopo la guerra. Il percorso che seguirà il corteo sarà: p.zza della Borsa, v. S. Spiridione, v. Filzi, v. Ghega, p.zza Libertà, v. Flavio Gioia ( stazione FF.SS. ).

La fiaccolata, organizzata con il patrocinio della Provincia, si intitola "Una valigia per Ida e gli altri", in ricordo di Ida Marcaria, mancata un anno fa.

Giovane ebrea triestina, fu prelevata con la famiglia dalla loro casa di piazza della Borsa e deportata ad Auschwitz e può essere considerata un simbolo delle tante vite spezzate dalla persecuzione nazifascista.

Per questo la fiaccolata partirà alle 18.30 da piazza della Borsa, dalla sua casa, per raggiungere silenziosamente la Stazione centrale.

Tanti deportati del 7 dicembre '43, così come molti altri, raggiunsero la stazione dalle carceri di via del Coroneo ma la decisione di partire da un'abitazione privata è stata presa per significare il cammino dalla libertà allo sterminio.

In segno di rispetto nel corteo non vi saranno bandiere o insegne.

"Come lo scorso anno - spiega Mauro Tabor, assessore alla Cultura della Comunità ebraica di Trieste - invitiamo i partecipanti a portare con sé una valigia o almeno a riflettere sugli oggetti necessari che metteremmo in valigia se ci capitasse, come ai deportati di allora, di avere appena dieci minuti per lasciare la nostra casa e avviarci a una destinazione ignota e terribile".

Lo striscione che precederà il corteo recherà una frase di Vera Vigevani Jarach, una delle madri di Plaza de Mayo, che fuggì dall'Italia per le leggi razziali e vide la figlia Franca scomparire nella ferocia della dittatura argentina. "Lavorare per la memoria vuol dire pensare al futuro".

"I testimoni diretti dello sterminio - dice Mauro Tabor - sono ormai quasi tutti scomparsi. Sta a noi, figli, nipoti, uomini e donne consapevoli, trovare il modo di far capire e di ricordare quello che è stato. E sta a noi, nel triste cambiamento epocale che stiamo attraversando, schierarci contro le forme di razzismo, xenofobia e pregiudizio, che vediamo risorgere in Europa con una violenza preoccupante per costruire un domani diverso".

La fiaccolata vuole chiamare a raccolta chi oggi si trova a vivere una situazione di discriminazione, di emarginazione o stigma e quanti, cittadini, associazioni e organizzazioni, vogliono ribadire il loro impegno a difesa dei diritti di tutti: per non rischiare, ancora una volta, di guardare senza vedere o di ascoltare senza sentire.

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