Cronaca

"Fieste de patrie dal Friûl" approvata dal Consiglio regionale

La bandiera del Friuli potrà essere esposta all'esterno degli enti locali e delle sedi distaccate della Regione, la quale fornirà gratuitamente una bandiera agli enti locali che ne faranno richiesta al fine di esporla

Il Consiglio regionale ha chiuso i lavori approvando con voti trasversali la legge che istituisce la "Fieste de patrie dal Friûl". In favore si sono dichiarati in 29, 7 gli astenuti e altrettanti i contrari: sì della presidente Serracchiani e dell'assessore Vito; dei consiglieri del Pd ad eccezione di Ukmar che ha dichiarato la sua non partecipazione al voto, la Bagatin e la Da Giau astenute; dei Cittadini, ma Edera contro; dei componenti il Gruppo misto; della Bianchi sebbene gli altri quattro del M5S abbiano votato astensione; di FI, ma con Marini che ha detto no; di NCD, anche se Ciriani, espressione di AN-FdI ma comunque facente parte del gruppo, ha votato contro; di Revelant e Sibau (AR), ma il collega Dipiazza è stato contrario e Santarossa si è astenuto.

Non pochi i ripensamenti, per lo più trasversali, alle iniziali disposizioni della proposta di legge sulla festa del Friuli, a cominciare dall'abrogazione dell'articolo 2 in quanto limitava la sua applicazione ai soli Comuni dove la lingua friulana è parlata per tradizione.

Inoltre, la bandiera del Friuli potrà essere esposta - dunque si rimarca che non sussiste alcun obbligo - all'esterno degli enti locali e delle sedi distaccate della Regione, la quale fornirà gratuitamente una bandiera agli enti locali che ne faranno richiesta al fine di esporla. I fondi stanziati, 10.000 euro una tantum per il 2015.

I Comuni potranno adeguare i loro statuti alla presente legge e avere particolare riguardo alle attività scolastiche che coinvolgano i giovani nelle tematiche dell'autonomia e dell'identità. Tali attività potranno fare riferimento a percorsi didattici specifici, non escludendo l'utilizzo delle nuove tecnologie mediatiche. Le borse di studio non saranno limitate agli studenti friulani, ma andranno a tutti gli studenti del Friuli Venezia Giulia distintisi nell'elaborazione delle tematiche dell'autonomia, della lingua, della storia e delle prospettive di sviluppo delle comunità friulane. Quanto ai fondi, si parla di 70.000 euro in tutto per il 2016, di cui 20.000 saranno stornati dal capitolo dell'Agenzia regionale per la lingua friulana (Arlef) e 50.000 dal capitolo delle Pro Loco (dunque non nuovi fondi - è stato spiegato -, ma un indirizzo specifico di spesa in tal senso. Ma i contrari non hanno mancato di sottolineare che ci sono ben altre feste a cui si è negato ogni contributo).

Sarà l'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale - e non la Giunta - a deliberare i provvedimenti di attuazione della legge, la quale sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione in italiano e in friulano.

Il peso della legge è stato ingigantito - aveva avuto modo di dire Edera (Citt) annunciando che avrebbe votato contro, ovvero in difformità dal suo gruppo. Apprezzo la coerenza dei proponenti, ma il provvedimento contiene termini divisivi.

Ukmar (Pd), dichiarando la propria non partecipazione alla votazione, aveva parlato di rispetto per le genti friulane e per questo non esprimeva una contrarietà esplicita, ma si era detto preoccupato che si stesse andando verso la proporzionale etnica. Nel testo si parla di "popolo friulano" - aveva detto -, perciò andate oltre la Costituzione.

Paviotti (Citt) aveva difeso la norma affermando che non divide il territorio e che semplicemente il 3 aprile 1077 è una data meritevole di essere ricordata.

La Da Giau (Pd) aveva giustificato il voto di astensione perché non le piace sentir parlare di identità ma di vocazione. La legge non sarà origine di divisioni, ma non porterà maggiore unione. Ci sono aspetti contraddittori, come effettivamente l'espressione "popolo friulano" nel primo articolo.

Altro voto difforme dal gruppo, quello di Marini (FI), che  ritiene la legge occasione di divisioni all'interno del territorio. Non va enfatizzata, però dobbiamo tutti fare uno sforzo, dopo 50 anni - aveva aggiunto -, per capire che le ragioni per stare uniti, in Friuli Venezia Giulia, sono di carattere politico, di identità e storiche.

Correlati alla legge, tre ordini del giorno che impegnano la Giunta, rispettivamente, ad attivare in Consiglio regionale un
servizio postale temporaneo per l'emissione, il 3 aprile prossimo, di un annullo speciale filatelico dedicato alla "Fieste de patrie dal Friûl" (Piccin e Violino Gruppo Misto, Novelli di FI); a valorizzare la funzione delle Università del FVG nello studio della storia del territorio regionale e dei processi che hanno portato alla identità regionale (Zecchinon e Martines del Pd, Piccin); a sostenere le iniziative scolastiche per la promozione dell'insegnamento della storia del FVG con particolare riguardo agli sviluppi che hanno portato questa regione a differenziarsi dal resto d'Italia (M5S, Violino, Piccin, Martines).

Netta contrarietà alla istituzione della "Festa del Friuli” era arrivata ieri dal Consiglio comunale. La mozione presentata da Cesare Cetin ex IdV che esprimeva il proprio dissenso verso la legge era stata votata unanimemente.

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