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Sabato, 2 Luglio 2022
Verso la normalità

Addio al Green Pass, la svolta è vicina: quando sarà abolito e dove resterà obbligatorio

Da marzo in avanti si può prevedere un allentamento delle regole: tutte le ipotesi sui luoghi e le attività in cui sarà cancellato prima, e dove invece ci accompagnerà più a lungo

Ieri, 11 febbraio, è stato il giorno della fine dell’obbligo di mascherina all’aperto e della riapertura delle discoteche. La strada verso la normalità, spiega l'articolo di Today.it, avrà vari snodi, il più importante dei quali è la fine dello stato di emergenza il prossimo 31 marzo (la proroga non è più un'opzione). Poi il 15 giugno potrebbe finire l’obbligo di vaccinazione per gli over 50. Prima però, dal 1° marzo, la capienza degli stadi dovrebbe salire dall’attuale 50 al 75 per cento, con l’obiettivo di riaprirli completamente tra un paio di mesi. Si inizia a parlare dell'addio alle mascherine al chiuso, senza fissare però date precise. Tutta l'attenzione però si sta concentrando sul Green Pass. E' già in bilico l’obbligo per accedere ai negozi, ora come ora non serve solo per quelli di prima necessità. Sempre sul certificato verde potrebbe bastare a breve il base, e quindi non più il super, per entrare negli alberghi. "Siamo in un tempo nuovo del Covid - ha detto il ministro alla Salute Roberto Speranza - Stiamo iniziando ad affrontare questa fase, già alcune scelte vanno in questa direzione. Quella sulle scuole per esempio, che è stata molto rilevante". La buona notizia è che le prime novità sull'applicazione del pass potrebbero arrivare anche prima della fine dello stato di emergenza: vediamo perché.

Quando aboliscono il Green Pass

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha ribadito che già dal mese di marzo "si può prevedere un allentamento del Green Pass, graduale, partendo magari ovviamente dai luoghi all’aperto". La fine del pass sarà dunque progettata per step: l’obbligo di quello rafforzato (da vaccino) previsto attualmente per ristoranti e piscine all’aperto, stadi e sport di squadra come il calcetto, a marzo potrebbe essere modificato, magari sostituendolo con quello base (rilasciato anche con tampone) prima della totale eliminazione del certificato verde.

A inizio aprile, o forse prima, il Green Pass base (quindi quello ottenuto anche con un tampone rapido negativo nei centri autorizzati) dovrebbe essere abbandonato per shopping, banche e uffici postali. La prima restrizione che potrebbe saltare, da aprile, è di fatto l’ultima entrata in vigore: l’obbligo di pass base per accedere sostanzialmente in tutti i negozi tranne quelli di prima necessità, banche, uffici postali, finanziarie e tutti gli uffici pubblici per i quali dall’1 febbraio è necessario almeno l’esito negativo di un tampone. Ad aprile secondo varie indiscrezioni non ancora ufficiali il Green Pass base non sarà più necessario per i clienti di parrucchieri, barbieri, estetisti e tutti i centri di servizi alla persona.

L'obbligo di Super Green Pass per accedere a mezzi di trasporto, bar, ristoranti, cinema, teatri, musei, siti culturali dunque scade il 31 marzo ma una prima proroga, forse solo di alcune settimane, almeno per tutti i siti al chiuso, sembra scontata. Il governo potrebbe però valutare l’alleggerimento consentendo l’accesso senza Pass solo nei luoghi all’aperto. In primavera dovrebbe saltare l'obbligo di Green Pass per tutte le attività all'aperto. Entro il 31 marzo il governo deve infatti decidere se prolungare ancora l’obbligo di Green Pass rafforzato per tutte le attività sportive, dalle palestre alle piscine, dagli sport di contatto alle scuole di danza fino agli impianti di risalita delle località sciistiche. Molto probabilmente il Green Pass rafforzato sarà richiesto ancora per gli sport che si svolgono al chiuso. Non all'aperto, dove si va gradualmente verso il liberi tutti.

Sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza in Italia il Super Green Pass dovrebbe continuare a essere richiesto almeno fino a giugno. Poi per l'estate si vedrà in base all'andamento dell'epidemia. Per i viaggi internazionali, invece, non c’è alcuna scadenza in vista. L’Italia ha già fatto decadere l’obbligo di tampone per chi arriva dall'estero e non è vaccinato e si è adeguata alle regole del Green Pass europeo (quello base) che prevede il libero movimento nei 27 Paesi Ue per chi è vaccinato, guarito o ha il risultato di un tampone negativo.

Green Pass, le ipotesi per i prossimi mesi 

In sintesi, non è affatto scontato o automatico che da inizio aprile, con la fine dello stato d’emergenza, il certificato verde non venga più richiesto nei locali al chiuso - cinema, teatri, musei, ristoranti - e sui mezzi di trasporto locali. L'unica certezza per ora è che il pass, super o base, dovrebbe rimanere fino all'estate nei trasporti quelli a lunga percorrenza. La discussione è ancora aperta, ma è possibile che il super Green pass - ormai senza scadenza per chi ha fatto la dose booster - resterà ancora obbligatorio per diversi mesi, probabilmente fino a giugno, per accedere a molte attività sociali (dai ristoranti al chiuso alle discoteche). In particolare, il super green pass per il lavoro per gli over 50 - in vigore dal prossimo 15 febbraio - dovrebbe restare in vigore fino al 15 giugno, data in cui scade l'obbligo di vaccinazione per gli over 50 italiani e stranieri residenti in Italia. Anche se non è escluso che tale obbligo sia prorogato in vista dell'autunno. Ma un allentamento ci sarà.

Non si esclude, viste le curve in netto calo, anche un rilassamento più ampio e marcato delle regole, sull'esempio dell'Inghilterra. Fabio Ciciliano, medico ed esponente del Cts, ha auspicato una revisione vera delle regole. Il Green Pass, ha detto in una recente intervista, "diventerà sempre più residuale con l'incremento delle vaccinazioni e la riduzione dell'impatto del virus sul sistema sanitario. E alla fine della primavera si può pensare di toglierlo definitivamente".

Prima l'addio al Green Pass per molte attività, dai negozi alle banche alle poste. Poi per tutti gli sport e attività all'aperto. Maggiore cautela per la vita sociale al chiuso e per i viaggi a lunga percorrenza.

Dove rimarrà necessario

Il Green Pass è nato, va sottolineato e rimarcato, come strumento per evitare ulteriori oneri di prevenzione e precauzione, uno strumento di libero movimento, basato su certificati di natura sanitaria, è stato nel corso dei mesi piegato in Italia più che altrove come strumento, di matrice politica, per una esplicità premialità per chi si vaccina (ancor di piu da quando per molte situazioni non basta più il tampone negativo).  E' diventato una scelta politica al posto dell'obbligo vaccinale. Un ritorno alla normalità non può che andare di pari passo con un superamento del pass nella vita lavorativa e sociale: probabile che sarà mantenuto solo in poche ben definite situazioni e attività al chiuso. D'altra parte, nasce come certificato digitale per facilitare la libera circolazione sicura dei cittadini nell’Ue durante la pandemia, e non per poter prendere un caffè al banco.

A oggi, va sottolineato che che la fine dello stato di emergenza non implica per forza di cose la fine del Green Pass o di altre restrizioni. Nell'ottica di una massima trasparenza nel percorso decisionale e nella condivisione dei parametri che porteranno al superamente del certificato verde, è logico supporre che a inizio primavera ci sarà un cronoprogramma più chiaro anche sul futuro del certificato.

Green Pass: cosa succede all'estero

Qualcosa già si muove anche in altri Paesi europei. La Francia ad esempio punta a revocare il "Super Green Pass" a fine marzo, a condizione che il tasso di incidenza si riduca 10 o 20 volte meno rispetto a quello attuale. Il Regno Unito ha annunciato la fine di tutte le restrizioni a partire dal 21 febbraio (un mese prima di quanto previsto), data in cui cadrà anche l'obbligo di quarantena per i positivi. Anche la Bulgaria, nonostante i molti morti e i pochi vaccinati, ha intenzione di abolire il Green Pass. Il motivo? I controlli dei gestori di ristoranti e locali sono ormai quasi inesistenti, mentre le manifestazioni contro il certificato verde si susseguono ormai da settimane. Insomma, il Green Pass con una circolazione più ridotta del virus, senza segnali di allarme dagli ospedali, potrebbe aver ormai fatto il suo tempo. Questione di mesi.

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