Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Rapine: si fingevano agenti e derubavano gli automobilisti: 9 arresti

«Siamo vicini al confine, è solo un normale controllo» dicevano alle ignare vittime, che si spostavano e lasciavano i finti agenti liberi di perquisire la loro auto. Vittime soprattutto stranieri Est-Europa

Foto di repertorio

Nove persone arrestate in un'operazione concertata dalla Polizia di Trieste e la Squadra Mobile di Brescia. In sei mesi 9 italiani travestiti da agenti della polizia, simulando controlli agli automobilisti, hanno frodato un milione e duencentomila euro. Tutti arrestati su ordine del Gip di Brescia.

Vittime dei truffatori erano soprattutto stranieri, in maggioranza dell' Est Europa, che venivano fermati dai falsi agenti che immancabilmente si facevano consegnare ingenti somme di denaro contante.

Per i finti controlli erano usate divise dei Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. Nonché palette, auto con lampeggianti e pettorine marchiate delle Forze dell'Ordine.

L'indagine è iniziata dopo la rapina ai danni di due agenti di commercio che viaggiavano in autostrada provenienti da Umago (Croazia) dove avevano fatto un prelievo nella loro banca. I rapinatori indossavano una pettorina di colore blu con la scritta "Guardia di finanza", avevano la paletta e un'auto simile a quelle utilizzate dalle pattuglie vere.

«Siamo vicini al confine, è solo un normale controllo» dicevano alle ignare vittime, che si spostavano e lasciavano i finti finanzieri liberi di perquisire la loro auto. Ad un certo punto i banditi avevano trovato un borsello contenente 75mila euro in contanti e se lo sono portato via dopo aver malmenato i due malcapitati che cercavano di reagire in qualche modo. 

Si travestivano da agenti della Guardia di Finanza per rapinare imprenditori fermati nelle aree di sosta autostradali. La Squadra mobile di Trieste, al termine di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica triestina, ha arrestato tre malviventi, mentre un una quarta persona è stata denunciata in stato di libertà.

Come riportato da BresciaToday, i malviventi studiavano e pedinavano le loro vittime per mesi, poi piazzavano un dispositivo gps sulle loro auto ed entravano in azione solo quando avevano la certezza di portarsi via ingenti somme di denaro. Non a caso il bottino delle 4 rapine commesse nel Bresciano è di 1 milione e 200mila euro, di cui circa 20mila recuperati dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Brescia e dai Carabinieri della compagnia di Chiari, che hanno condotto insieme le indagini coordinate dalla procura. 

Un modus operandi sofisticato e collaudato, ma anche piuttosto violento: in alcune occasioni l'organizzazione, composta da 9 italiani residenti nel milanese e nella bergamasca, non esitava ad aggredire le vittime (precedentemente selezionate con meticolosa cura) durante finti posti di blocco.

Si travestivano da poliziotti, carabinieri e finanzieri, brandivano fasulle palette e mostravano pure falsi distintivi per far cadere i malcapitati nella loro trappola. Quattro gli episodi contestati dagli inquirenti, che si sono verificati tra aprile e ottobre dello scorso anno nella nostra provincia.  

La prima rapina lo scorso 3 aprile a Capriolo ai danni di alcuni cittadini albanesi, che i malviventi hanno ammanettato e obbligato a sdraiarsi sull'asfalto, mentre perquisivano la loro macchina in cerca di denaro. Non trovando nulla, i rapinatori si sono portati via l'auto, che hanno poi smontato pezzo per pezzo alla ricerca di soldi mai trovati. 

Vittima della secondo e del terzo colpo, avvenuti nel pieno centro di Brescia e a Palazzolo, un facoltoso imprenditore bresciano, al quale la banda ha sottratto prima 700mila euro, poi altri 400mila. Durante il secondo episodio, l'uomo è stato ferito alla testa con il calcio di una pistola.

L'ultima rapina non è invece andata a segno: le vittime, 3 imprenditori, hanno reagito costrigendo la banda a fuggire a mani vuote.  

Grazie alle testimonianze raccolte e alle intercettazioni telefoniche e ambientali, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire il modus operandi dell'organizzazione e a identificare tutti i membri, che sono stati arrestati e sottoposti alla misura di custodia cautelare in carcere. In manette sono finiti: i milanesi Luca Agosta, Pasquale Brugnolo, Salvatore di Stefano, Antonio La Fronza,  Adriano Palumbo e Massimilano Petruzzelis e i bergamaschi Palmiro Bonomelli, Faud Choukrane e Giovanni Danesi.

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