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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Fioraio Triestino Evasore totale per un Milione di Euro (e 13 Lavoratori in Nero). Denunciato dalla Gdf

Finti consorzi ed associazioni per sottrarre imponibili a tassazione: la Guardia di Finanza di Trieste ha individuato un fioraio evasore totale, per importi vicini al milione di euro, e 13 lavoratori “in nero”. Il gruppo di trieste della guardia...

Finti consorzi ed associazioni per sottrarre imponibili a tassazione: la Guardia di Finanza di Trieste ha individuato un fioraio evasore totale, per importi vicini al milione di euro, e 13 lavoratori "in nero".

Il gruppo di trieste della guardia di finanza ha recentemente individuato un imprenditore triestino operante nel settore del commercio al dettaglio di fiori e piante, che, nel tentativo di evitare il pagamento delle imposte, ha creato diversi consorzi (dichiaratamente senza fini di lucro), e imprese individuali intestate a dei prestanome, gestendo pero' in maniera "occulta" tutte queste attivita' economiche.

Grazie a detti artifizi, il soggetto ha contemporaneamente diretto tre diverse fiorerie, in zone di trieste ad alta vocazione commerciale, omettendo quasi totalmente di istituire le scritture contabili obbligatorie ed evitando quindi sistematicamente di presentare le dichiarazioni dei redditi e di versare i relativi tributi.

Da queste premesse sono quindi scattate diverse verifiche fiscali nei confronti di tutti i soggetti economici che si prestavano a "schermare" l'effettivo responsabile dei commerci.

I controlli fiscali svolti hanno acclarato che il "reale" volume d'affari del soggetto era particolarmente "fiorente": infatti, per il solo triennio 2009/2011, sono stati occultati al fisco ricavi per circa 520.000 euro, nonche' iva per oltre 105.000 euro.

Lo stesso imprenditore, nel chiaro intento di evitare gli effetti giuridici derivanti dalla notifica di provvedimenti dell'amministrazione finanziaria e delle cartelle esattoriali, ha anche cercato di rendersi irreperibile, facendosi cancellare dall'anagrafe comunale del capoluogo giuliano ed entrando in una sorta di clandestinita', pur continuando effettivamente a dimorare, unitamente al figlio ed alla convivente, in un appartamento del centro di trieste.

Durante le verifiche fiscali e' poi emerso che i consorzi manovrati dall'imprenditore giuliano si sono serviti di tredici lavoratori dipendenti completamente "in nero", mai assunti regolarmente perche' fatti risultare come aderenti ad un'associazione culturale - anch'essa appositamente costituita - il cui oggetto sociale ineriva l' ""attivita' di promozione culturale e artistica finalizzata alla maturazione e crescita umana e civile"".

L'imprenditore e' stato altresi' denunciato alla Procura della Repubblica di Trieste per aver utilizzato fatture false per un ammontare vicino ai 150.000 euro, in cio' incorrendo nei reati tributari di frode fiscale, nonche' nella realizzazione di ulteriori evasioni d'imposta.

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