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"Date, orari e protocolli precisi": la Fipe regionale a Roma indica come ripartire

Piero Aita e Federica Suban (Gorizia e Trieste) hanno partecipato a Roma all'assemblea in piazza. "Così non si può più andare avanti, restituiteci la dignità del lavoro"

Ripartire il prima possibile con indicazioni sugli orari ed in virtù di protocolli precisi così da vedersi restituire "la dignità del lavoro". Sono queste le richieste salienti che i rappresentanti Fipe di Trieste e Gorizia, Federica Suban e Piero Aita, hanno condiviso questa mattina a Roma durante l’assemblea nazionale che ha visto la partecipazione anche del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli e di Enrico Stoppani, numero uno della Fipe nazionale. 

Le richieste

“L’idea ormai è sempre quella – ha ribadito Aita -, vale a dire poter avere l’indicazione di una data precisa e l’illustrazione di protocolli precisi per poter ripartire”. Il settore falcidiato dalla crisi innescata dall’emergenza sanitaria tenta per l'ennesima volta di portare all’attenzione della politica il suo grido d’aiuto, giunto ormai allo stremo in termini economici. “La ristorazione ha pagato praticamente per tutti, dove in questo lunghissimo anno, tra decreti ed ordinanze, abbiamo fatto tutti molta fatica. Ci aspettiamo di ripartire il prima possibile, l'importante è una volta partiti andare avanti e non subire ulteriori stop" queste le parole della Suban. 

Riaprire almeno gli spazi esterni

"Sappiamo che c'è rabbia - ha ricordato sempre la Suban - ma il metodo non è quello di creare lo scontro. Abbiamo lanciato il nostro messaggio e sembra che altrettanti stiano arrivando. Per questo auspichiamo che, complice anche la bella stagione, si possa almeno anticipare le aperture degli spazi esterni, un po' come fatto in Gran Bretagna". Consapevoli di dover fare i conti con l'emergenza sanitaria in corso, i rappresentanti della Fipe di Trieste e Gorizia guardano con ottimismo alla prossimo futuro. 

il discorso sugli orari

Un'ulteriore punto importante in merito alle richieste è stato quello sugli orari. “Non si può lavorare mezza giornata o solo con l’asporto, è insostenibile" ha affermato Aita che assieme alla Suban auspica una presa di posizione chiara da parte degli organi decisionali. “Per le nostre province, dove il settore dei servizi è una pietra angolare del sistema economico, la necessità di ripartire al più presto è fondamentale. Serve un ultimo sforzo – ha concluso Aita – ma va fatto per poter riottenere quella dignità professionale che manca da troppo tempo”. 

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