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Fipe Trieste: Mazzata Imu per i Pubblici Esercizi

Con il saldo dell’ultima rata dell’Imu in scadenza lunedì 17 dicembre, i soli pubblici esercizi si ritroveranno a sborsare una cifra annuale complessiva compresa fra cento e duecento milioni di euro. È questo il calcolo effettuato dal centro studi...

Con il saldo dell'ultima rata dell'Imu in scadenza lunedì 17 dicembre, i soli pubblici esercizi si ritroveranno a sborsare una cifra annuale complessiva compresa fra cento e duecento milioni di euro.
È questo il calcolo effettuato dal centro studi Fipe-Confcommercio sulla reintroduzione della tassazione immobiliare di proprietà sostitutiva della vecchia Ici.
In pratica, l'Imu si tradurrà in un maggior costo per le imprese commerciali in genere che va da un minimo del +92% ad un massimo del +168% che in valore assoluto significa un esborso aggiuntivo rispetto alla precedente tassazione dai 680 ai 1.250 milioni di euro. Ogni impresa si troverà in bilancio maggiori oneri che vanno da un minimo di 352 euro ad un massimo di 642 euro. A far schizzare così in alto le cifre sono state le delibere comunali emanate in questi mesi per la fissazione definitiva delle aliquote.
Spesso si è fatto ampio ricorso alle maggiorazioni consentite e pertanto l'aliquota ordinaria risulta ben superiore allo 0,76 per cento arrivando a toccare, in molti casi, il valore massimo dell'1,06 per cento. Per gli immobili ad uso commerciale le conseguenze sono pesanti. Il risultato, con riferimento ai valori massimi di ICI ed IMU, è di un maggior onere del 52% che va ad aggiungersi al 62% determinato dall'aumento dei coefficienti.

«Si tratta di costi molto alti - commenta il presidente Fipe-Confcommercio, Lino Stoppani - che non sono deducibili in alcun modo dai bilanci.
Tali maggiori oneri metteranno in seria difficoltà tutte le imprese e potrebbero essere addirittura insostenibili per quelle che sono già in stato di sofferenza.

Basti pensare che nella sola Milano l'aumento è stato del 322%.
E non va meglio a chi non è proprietario delle mura, perché inevitabilmente questi costi si ripercuoteranno prima o poi sui canoni di locazione».

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