Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Fisco: persi 50mila contribuenti Irpef in regione dal 2009

Trieste la decima provincia e la quinta in regione per quanto riguarda il reddito, con una media di 23.000 euro

Dal 2009 al 2017 il numero dei contribuenti Irpef del Friuli Venezia Giulia si è ridotto di 50mila unità (da 970mila a 920mila, -5,1%), la dinamica più accentuata dopo quelle di Molise (-7,5%) e Calabria (-5,9%); al contrario solo in Trentino Alto Adige (+2,6%) e Lazio (+1,6%) si registrano tendenze di segno positivo. Lo rileva un’indagine Ires Fvg del ricercatore Alessandro Russo su dati del ministero dell’Economia e delle Finanze, che vede inoltre Trieste come la decima provincia e la quinta in regione per quanto riguarda il reddito, con una media di 23.000 euro.

In Fvg i contribuenti che hanno dichiarato un’imposta netta Irpef sono stati poco più di 742.000, pari all’81% del totale, per un valore complessivo di 3,6 miliardi di euro (quasi 4.900 euro pro capite). L’addizionale regionale Irpef ammonta a 207,5 milioni di euro (+1,1% rispetto all’anno precedente), quella comunale a 76,2 milioni di euro (+0,9%).

In Fvg il numero di lavoratori dipendenti nel 2016 è risultato pari a quasi 472.000 (4.500 in più rispetto al 2015), con un reddito medio da lavoro dipendente di 21.680 euro, che pone la nostra regione al quinto posto a livello nazionale. A livello provinciale Trieste è prima in regione e decima in Italia con oltre 23.000 euro, ultima Gorizia con 20.400; Udine e Pordenone si attestano in una posizione intermedia, in entrambi i casi con redditi medi da lavoro dipendente vicini a 21.500 euro. «Dopo sei anni di diminuzione – rileva Russo –, il numero di lavoratori dipendenti è tornato a crescere, a testimonianza della ripresa dell’occupazione che si è verificata nel 2015».

In Fvg i pensionati, sempre in base alle dichiarazioni presentate lo scorso anno, sono poco più di 364.000 (circa 2.000 in meno rispetto all’anno precedente), in calo ormai da diversi anni; il reddito medio da pensione in regione è pari a 17.280 euro. Da questo punto di vista spicca la provincia di Trieste, terza in Italia dopo Roma e Milano, con una media di 19.402 euro. A livello comunale è invece Udine ad occupare la prima posizione (con un valore di 20.907 euro), quindi Sgonico, Pordenone, Duino e Trieste. Agli ultimi posti i pensionati dei comuni montani e delle Valli del Natisone. 

Tra le cause di questa generale diminuzione, la crisi economica e il notevole aumento della disoccupazione che ha caratterizzato gli scorsi anni. Nel 2016 in Italia il numero di contribuenti Irpef è stato pari a 40,8 milioni, oltre 1 milione in meno rispetto al 2009, nonostante un parallelo e consistente aumento della popolazione residente nello stesso periodo (di 1,7 milioni). Tale flessione ha riguardato prevalentemente: le fasce più giovani (al di sotto dei 45 anni il calo è stato pari a 2,7 milioni, ma questo dipende anche da motivi demografici), gli uomini (-834.000 unità), i redditi più bassi (sotto i 20.000 euro di reddito complessivo il calo è stato pari a 3,3 milioni). 

I soggetti che hanno dichiarato un’imposta netta Irpef sono stati 30,9 milioni (il 76% del totale contribuenti), per un valore pari complessivamente a 155,2 miliardi di euro (5.025 euro pro capite in media); quasi 10 milioni di soggetti hanno un’imposta netta pari a zero. Si tratta, per esempio, di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle fasce di esonero, oppure che fanno valere detrazioni tali da azzerare l’imposta lorda. Inoltre, considerando i soggetti la cui imposta netta è interamente compensata dal bonus di 80 euro, coloro che di fatto non versano l’Irpef sono in tutto circa 12,2 milioni. 
L’addizionale regionale Irpef ammonta nel 2016 a 11,8 miliardi di euro (+4,1% rispetto al 2015), mentre quella comunale è pari a 4,7 miliardi di euro (+5,0%). 
I lavoratori dipendenti nel 2016 erano 20,9 milioni (circa 421.000 in più rispetto all’anno precedente) e dichiaravano un reddito medio da lavoro dipendente di 20.660 euro. Si ricorda che la categoria del lavoro dipendente comprende anche i redditi assimilati, come ad esempio quelli derivanti dalle prestazioni per collaborazione coordinate e continuative, e alcune prestazioni non pensionistiche erogate dall’Inps, tra le quali la cassa integrazione e la mobilità. 
I pensionati, sempre in base alle dichiarazioni presentate lo scorso anno, sono 14,8 milioni (-25.421 rispetto all’anno precedente) e dichiarano in media un reddito da pensione di 16.869 euro.

In merito alla destinazione dell’8 x 1000 allo Stato e alle confessioni religiose, Per quanto riguarda i redditi 2012, ripartiti nel 2016, la Chiesa Cattolica ha totalizzato l’81% delle scelte valide. In Fvg tale percentuale scende al 74,6% ed è in continua diminuzione negli ultimi anni (8 anni fa sfiorava l’86%), a favore dello Stato e della Chiesa Evangelica Valdese (che evidenziano gli incrementi maggiori). Se confrontata con la totalità dei contribuenti, la percentuale che sceglie la Chiesa Cattolica in regione corrisponde al 31%. Nel 2012 sono state stipulate delle intese con l’Unione Cristiana Evangelica Battista, la Chiesa Apostolica e l’Arcidiocesi Ortodossa. Quest’ultima in Fvg ha totalizzato lo 0,3% delle scelte valide espresse (1.102 contribuenti in valore assoluto), l’incidenza più elevata tra le regioni italiane.
 

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