Flautista critica la giunta sui social e viene espulso dall'orchestra: il caso approda al Consiglio dei Ministri

La denuncia del flautista, Marco De Stabile, è stata riportata da Il Piccolo. Ad aver voluto la sua esclusione l'assessore alla cultura Fasan. Intanto il caso approda al Consiglio dei Ministri

Un flautista non potrà suonare in pubblico nelle file dell'orchestra filarmonica di Monfalcone, perchè non allineato politicamente con la giunta comunale. I protagonisti della vicenda, riporta il Piccolo, sono Marco De Stabile, il flautista espulso, e l'assessore alla Cultura Luca Fasan. In particolare quest'ultimo, durante un incontro con i vertici dell'orchestra, avrebbe sollevato dei dubbi sulla presenza di De Stabile, viste alcune sue critiche espresse sui social. Critiche che, sempre secondo quanto riportato da Il Piccolo, avrebbero potuto scatenare proteste da parte dei commercianti.

"Evitare sacche di "orbanismo" in miniatura"

"La notizia va assolutamente verificata e qualora confermata, va stigmatizzata con forza come segnale di un ulteriore imbarbarimento civile e politico di una amministrazione che della discriminazione, della faziosità e dell'estremismo politico ha fatto un vero e proprio simbolo identificativo della propria azione" ha commentato Honsell (Open Sinistra FVG). "E' necessario che tutti - a cominciare dal vertice della giunta regionale - si adoperino per garantire a ogni cittadino o cittadina della nostra regione il pieno godimento dei diritti costituzionalmente garantiti evitando che si creino sacche di "orbanismo" in miniatura e che le cariche di governo locale non siano utilizzate per il bene della comunità ma solo per dare sfogo alle proprie pulsioni politiche più estreme".

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Il caso approda al Consiglio dei Ministri

La senatrice Tatjana Rojc (Pd) ha portato all'attenzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri il caso. La senatrice chiede al Governo "se non ravveda nel comportamento dell’assessore alla Cultura del comune di Monfalcone un evidente impedimento della libertà di manifestazione del pensiero che è un diritto fondante riconosciuto dal nostro ordinamento democratico e se non ritenga vi sia, da parte degli organi periferici dello Stato, la possibilità di censurare tale comportamento, che per l’interrogante risulta inaccettabile". "Il Comune di Monfalcone è già salito alla ribalta delle cronache - aggiunge Rojc - per casi di compressione del pluralismo dell'informazione quando la sindaca leghista Cisint ha cancellato gli abbonamenti dei quotidiani Avvenire e Il Manifesto dalla biblioteca comunale. Ora sembra che le persone non possano nemmeno esprimere critiche all'amministrazione comunale senza incorrere in azioni delle Autorità comunali che - conclude - giustamente sono state definite un 'precedente preoccupante'".

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