Mattarella e Pahor a Basovizza, l'Unione degli Istriani: "Qualcuno lavora al sabotaggio"

Secondo il sodalizio guidato da Massimiliano Lacota ci sarebbe il rischio di veder saltare l'iniziativa. L'Anvgd saluta con favore il clima di distensione

L'annuncio della visita congiunta dei presidenti Pahor e Mattarella alla foiba di Basovizza aggiunge un altro capitolo alla storia del confine orientale. Quella che doveva essere una lieta notizia rischia però di trasformarsi, a causa di alcune polemiche emerse in questi giorni, nell'ennesima contrapposizione ideologica. A guidare il gruppo dei sostenitori della visita è l'Unione degli Istriani. Il sodalizio guidato da Massimiliano Lacota ha inviato una nota alla stampa in cui auspica che l'omaggio debba essere "l’obiettivo di tutte le organizzazioni, italiane e slovene, che rappresentano coloro che hanno sofferto in queste terre, andando oltre ogni visione e posizione contrapposte sulla storia: perdere questa occasione sarebbe un atto di criminale irresponsabilità".

"Qualcuno lavora per sabotare l'iniziativa"

Il messaggio che gli Istriani lanciano è che qualcuno starebbe "lavorando dietro le quinte per sabotare l’iniziativa". In un primo momento l'iniziativa era stata salutata con favore da parte di tutte le rappresentanze politiche e culturali. Nonostante la ferma presa di posizione di Fratelli dì'Italia, che conferma la contrarietà alla restituzione alla comunità slovena del Narodni Dom (evento che che avverrà proprio il 13 luglio prossimo in occasione del centenario del rogo fascista dell'ex Hotel Balkan ndr), le diplomazie stanno lavorando all'organizzazione della giornata. 

Tuttavia, la presunta richiesta da parte della presidenza slovena di aggiungere alla foiba anche la visita al monumento dei quattro fucilati sloveni, non avrebbe incontrato i favori della destra triestina, che avrebbe mal digerito l'ipotesi, scatenando di fatto possibili retroscena. L'omaggio alle vittime delle foibe potrebbe rischiare di non andare in porto, commenta Lacota, anche a causa delle "condizioni che sarebbero state poste, e che iniziano a farsi largo". 

Memorie: tante e difficilmente conciliabili

Il vertice dell'UdI ha ribadito l'impegno "affinché si possano metabolizzare con senso di responsabilità e reciprocità, le divisioni storiche che insistono in quest’area. Non di certo con lo scopo di uniformare le memorie, che qui sono tante e difficilmente conciliabili, bensì per individuare, quando si presentano delle occasioni come questa, le possibilità di fare dei passi in avanti".   

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La posizione dell'Anvgd

Nel dibattito si è inserita anche l'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che auspica "che tale significativa cerimonia abbia luogo". Per Renzo Codarin la visita rappresenta "una storica tappa nel processo di riconoscimento a livello internazionale di quella che fu la strage delle foibe e non soltanto una giornata d’interesse cittadino". La visita di Pahor a Basovizza rappresenterebbe, secondo l'Anvgd, "la continuazione ideale di una precedente giornata realizzatasi sotto gli auspici di rappresentanti dotati di buona volontà e di onestà intellettuale dell’associazionismo degli esuli (il senatore Lucio Toth) e della comunità slovena (il senatore Miloš Budin)". 

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