Cronaca

Foibe, Unione Istriani: "Strumentali polemiche IRSREC sui negazionisti"

A proposito della cancellazione dei fondi regionali a negazionisti e riduzionisti, l'ente interviene rispondendo allo storico Raoul Pupo e all'Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea del FVG

"Resiste ancora, a diversi giorni dal voto del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia (che ha leggitimamente deciso di non dare piú alcun finanziamento ai soggetti che manipolano la storia del Confine orientale d'Italia con lo scopo di ridurre oppure negare la portata degli eventi che hanno cancellato la millenaria presenza italiana in Istria), una sterile quanto strumentale polemica". Così esordisce un post pubblico sulla pagina dell'Unione degli Istriani, in risposta alle dichiarazioni dello storico Raoul Pupo sulla suddetta legge regionale appena votata. Così prosegue la nota:

"La polemica, alimentata anche dai ricercatori e dagli storici a libro paga dell'IRSREC (Istituto Regionale per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea) del Friuli Venezia Giulia, tiene banco da un paio di giorni per alcune prese di posizione di Raoul Pupo, noto studioso che - e pochi lo sanno - prima di lanciarsi nell'agone del  dibattito storigrafico fu, a metà degli anni Ottanta, solerte Segretario provinciale della Democrazia Cristiana a Trieste".ù

L'affondo delle opposizioni: "Il 10 febbraio non è monopolio della destra" 

"L'illustre professore difende a spada tratta il cosiddetto "Vademecum per il Giorno del Ricordo" (predisposto ad inizio anno e subito pubblicato dal citato IRSREC), e vorrebbe che esso diventasse la bibbia sull'argomento che riguarda direttamente anche l'Unione degli Istriani. Peccato, peró, che il documento in parola sia una sintesi di storia parziale, che non tiene cioè conto di molte circostanze fondamentali per contestualizzare e ricostruire correttamente gli eventi che hanno caratterizzato Trieste, Gorizia, l'Istria, Fiume e la Dalmazia nei decenni a cavallo tra la fine dell'Ottocento e gli anni Settanta del Novecento". 

"Secondo quanto si legge nel Vademecum difeso (e anche scritto) da Raoul Pupo - a differenza di quanto dissero il Presidente Emerito Giorgio Napolitano e, più recentemente, il Presidente Sergio Mattarella - in Istria il maresciallo Tito e i suoi compagni non commisero alcuna azione riconducibile alla pulizia etnica degli italiani. Non a caso, infatti, il Vademecum viene citato e criticato nella mozione n. 50, approvata dal Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia lo scorso 26 marzo, che si allega. Anche questa questione verrà puntualmente trattata dal presidente Lacota nella conferenza pubblica del prossimo 11 aprile, nella sede di Palazzo Tonello. Avete capito adesso, cari Amici, come sia difficile e complicato divulgare la verità di ciò che accadde?"

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