Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Fondi tagliati al Verdi, Torrenti: «Non si tratta di una "punizione" determinata da valutazioni politiche»

L'assessore regionale replica all'assessore comunale Tonel e al segretario leghista Fedriga in merito ai 416 mila euro in meno per la Fondazione triestina

«Parlerò della questione del teatro Verdi con il ministro Franceschini che vedrò a Roma. Ne ho già parlato con il sindaco Dipiazza e con il sovrintendente Pace». Lo ha affermato l'assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti, commentando il decurtamento delle risorse nazionali subito dal teatro lirico triestino.

Per Torrenti, che replica al segretario leghista Massimiliano Fedriga, «va chiarito che non si tratta di una "punizione" determinata da valutazioni politiche, come azzarda qualcuno in modo strumentale. Il Teatro Verdi infatti non è solo della città di Trieste ma è il teatro stabile di tutto il Friuli Venezia Giulia e la Regione, amministrata dal centrosinistra, contribuisce con oltre tre milioni di euro. Quindi siamo anche noi molto irritati e delusi».

«Il Verdi è un teatro virtuoso che aumenta il suo pubblico e aumenta le qualità - ha aggiunto Torrenti - ed è ingiusto che sia penalizzato, ma il meccanismo dei conteggi premia di fatto i teatri grandi. Sono delle modalità di finanziamento, previste tra l'altro da dirigenti che non sono più presenti, che intendevano agevolare i teatri delle grandi città che ovviamente hanno delle capacità di attrazione di pubblico e risorse private molto diverse dal nostro. Questo - ha concluso l'assessore - è inaccettabile».

«416 mila euro in meno per il Verdi: il Teatro è stato abbandonato da Governo e Regione», aveva dichiarato l'assessore ai Teatri del Comune di Trieste Serena Tonel: «Un taglio dei contributi dal Fus che ci lascia senza parole, specie in ragione degli ottimi risultati conseguiti lo scorso anno e degli esiti della campagna Stagione Sinfonica appena conclusa, che ha visto incrementi di incasso e di pubblico pari rispettivamente al 20 e al 25%. Se a questi dati aggiungiamo che, a un mese dall'apertura della Stagione Lirica, gli abbonati sono cresciuti del 5% rispetto al 2015, davvero si stenta a capire l'origine della sforbiciata del Ministero».

«Una decisione scandalosa - non esita a definirla il segretario leghista Massimiliano Fedrigra - che non tiene minimamente conto del percorso virtuoso intrapreso dalla Fondazione, tanto nel ripianamento dei debiti quanto nel mantenimento di un'offerta qualitativamente elevata e in linea con i gusti di un pubblico sempre più ampio. Invito pertanto Serracchiani, anche in qualità di vicesegretario nazionale del Pd, a prendere posizione contro il Governo, rivendicando il diritto del nostro teatro a ottenere i fondi necessari alla sua sopravvivenza».

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