A Trieste oltre 8 milioni di DPI in due mesi: il virus "pesa" per quasi tre milioni di euro

In un documento inviato dall'Azienda alle sigle sindacali che chiedevano delucidazioni in merito, viene fatto il punto delle forniture dalla fine di febbraio al 26 aprile. Nell'articolo tutti i dati

Per fronteggiare l'emergenza CoViD-19 dal 22 febbraio al 26 aprile la sanità giuliano-isontina ha fatto leva su quasi nove milioni di dispositivi di protezione individuale per un valore complessivo di poco meno di tre milioni di euro. L'enorme sforzo da parte dell'Asugi e della Regione Friuli Venezia Giulia emerge da un documento inviato dalla stessa azienda ai sindacati del comparto che, il 30 aprile scorso, avevano richiesto delucidazioni in merito alle forniture anche a causa di alcune fotografie allegate in uno scambio di mail avvenuto in quei giorni tra sigle sindacali e vertici della sanità. 

Il documento

Le rassicurazioni fornite dall'Asugi sono state definite insufficienti da parte di Fials, Cigl e Cisl. Da parte del Direttore Antonio Poggiana è arrivato l'impegno, come riportato dagli stessi sindacati, affinché il personale possa lavorare in piena sicurezza. Al di là delle polemiche tra rappresentanti dei lavoratori e l'azienda stessa, il documento inviato da Asugi e relativo agli ordini effettuati, ai soggetti fornitori e alla spesa complessiva, fotografa l'equipaggiamento destinato al personale sanitario durante i mesi più drammatici della pandemia. Trieste Prima è in grado di mostrare il documento in esclusiva. 

Lo stoccaggio e la distribuzione

Da quando l’epidemia ha iniziato a produrre i suoi effetti e a colpire la popolazione italiana, gli ospedali e le aziende sanitarie regionali si sono attivate per riuscire ad ottenere le forniture per i medici, gli infermieri e più in generale, per tutti i dipendenti. Partendo dallo stoccaggio, a causa però dell’altissima richiesta “da parte delle strutture aziendali”, si è reso necessario accentrare tutta la distribuzione dei dpi in un unico magazzino in via Orsera. Dal 12 marzo però la sede è stata trasferita in via Travnik 20, nella zona industriale in comune di San Dorligo della Valle/Dolina.

Servizi Italia   

Nel documento risulta esserci una tabella che mostra i dati relativi ai dpi forniti nell’appalto con Servizi Italia, società che lavora da molto tempo assieme all’Azienda Sanitaria per i servizi di sterilizzazione, comunemente definiti “lavanolo”, e che sono tornati utili anche durante l'emergenza CoViD-19. Vi sono quindi mascherine, camici e molto altro per un valore complessivo di poco meno di 125 mila euro. Solo per fare un esempio, nella tabella, le mascherine chirurgiche consegnate sono state 73.425, quasi 30 mila i camici e 40 le tute definite a rischio biologico. 

Documento forniture 3-2

Il reperimento

Ma come vengono reperite le protezioni individuali? Secondo il documento i soggetti da dove proviene il materiale sono l’ARCS (Azienda Regionale per il Coordinamento per la Salute) e la Protezione Civile sempre tramite la stessa ARCS. Inoltre, una parte dei dpi viene individuata da Asugi sul mercato “libero”; c’è poi la società Servizi Italia ed infine le donazioni. Sul fronte delle forniture Arcs-Protezione Civile, il numero dei dpi è enorme. Si parla infatti di più di otto milioni di dispositivi. I guanti in lattice e nitrile e le mascherine chirurgiche da soli sono poco meno di sette. Il valore complessivo del materiale, secondo il documento, è pari a oltre un milione e mezzo di euro (Iva inclusa ndr). 

Documento forniture-2

Gli "acquisti" da parte di Asugi

Per quanto riguarda invece i dpi acquistati personalmente da Asugi, sono stati 267.101 per un valore di 1 milione 190 mila e 425 euro (sempre Iva compresa ndr). In merito alla loro distribuzione, nel documento si legge che all’ospedale di Cattinara sarebbero arrivati 321.033, mentre per il Maggiore il dato totale è di 93.315. Oltre a fornire i dpi alle diverse realtà aziendali che operano sul territorio, sono stati distribuiti anche 794 dispositivi alle case circondariali di Trieste e Gorizia. I dpi donati all'Azienda Sanitaria sono invece 121 mila, dove solo 100 mila sono arrivate a Trieste attraverso Nihao Panda, associazione di promozione sociale di Trieste che guarda a Shangai. 

Documento forniture 2 -3-2

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Le critiche dei sindacati

Se da un lato lo sforzo per assicurare i dpi al personale è mastodontico, i sindacati hanno storto il naso sui dati. “È evidente – scrive Fabio Pototschnig di Fials - che se quanto consegnato fosse sufficiente, il personale non sarebbe costretto ad adottare soluzioni alternative, ad esempio i sacchetti delle immondizie al posto dei calzari o il doppio camice al posto delle tute in tyvec, quindi è probabile che i DPI consegnati o non corrispondono al reale fabbisogno o arrivano in ritardo o non sono completi oppure sono di bassa qualità tanto da essere scartati” così Fabio Pototschnig di Fials. Le stesse posizioni sono state espresse anche dalla Cgil e dalla Cisl.

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