Tentano di rubare in casa in via Giulia: nei guai due ragazze, una minorenne

Le due hanno cercato di introdursi e a un controllo della Polizia Locale in piazza san Giovanni hanno tentato di nascondere strumenti atti allo scasso. La 22enne e la 16enne, tradite dal loro atteggiamento inquieto, erano 'trasfertiste' gravate da precedenti

Si appostano davanti alle case con fare sospetto, poi cercano di entrare negli edifici e la Poliza Locale le trova 'armate' di strumenti da scasso. Protagoniste del fatto una ragazza di 22 anni e una di 16. È successo alcuni giorni fa: il personale della Polizia Locale in abiti borghesi ha notato all'inizio di via Giulia due donne che si aggiravano con fare sospetto. Dopo averle osservate per un po’ di tempo, gli operatori hanno accertato che le due controllavano i passanti e le hanno seguite una volta allontanatesi dalla zona. Durante il percorso le due donne si sono soffermate a più riprese nei pressi dei portoni di alcuni edifici e, dopo aver suonato a qualche campanello, senza aver ricevuto risposta, hanno tentato di aprirne il portone spingendolo ripetutamente, ma invano.

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'Tradite' dall'emotività

L'atteggiamento guardingo delle due donne ha indotto gli operatori a intervenire in piazza San Giovanni, dove sono state fermate e controllate risultando prive di documenti. Durante l’accertamento delle generalità le due giovani hanno manifestato uno stato d’agitazione, apparentemente immotivato, cercando continuamente di sistemarsi qualcosa sotto i vestiti. Per questo motivo sono state accompagnate nella caserma di San Sebastiano e, una volta sottoposte a perquisizione, sotto gli abiti sono stati rinvenuti strumenti ritenuti idonei ad attività di effrazione e scasso, quali una forbice, due lunghi cacciaviti e una chiave inglese, strumenti del cui possesso le stesse non hanno saputo fornire una valida motivazione.

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Dopo gli accertamenti di rito le due donne sono state identificate: B. A., classe 1997 e G.S. del 2003, entrambe gravate da plurimi precedenti specifici e da considerarsi “trasfertiste” poiché provenienti da Mestre. Per entrambe è stata ipotizzata la violazione all’articolo 4 della Legge 110/75 (porto di armi od oggetti atti ad offendere).

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