Tenta il furto in piazza san Giovanni: "incastrato" dalle impronte

Nei guai un 28enne, già in carcere per altri tre furti nel centro cittadino. Dai fatti, commessi nel mese di marzo, era partita un'indagine della scientifica che ha consentito di far chiarezza anche su quest'ultimo reato, commesso in un negozio di tabacchi

Individuato grazie alle impronte digitali il colpevole di un tentato furto in un negozio di Tabacchi di piazza san Giovanni. Dopo una lunga indagine della Procura, svolta dalla Squadra Mobile di Trieste, nel pomeriggio dello scorso 20 dicembre è stato arrestato il cittadino iracheno M.B., 28enne, con precedenti di Polizia.

Le indagini

L’attività investigativa è iniziata dopo un intervento della Squadra Volante lo scorso marzo, dopo l'effrazione del suddetto negozio. Dal primo sopralluogo e dalle immagini della videosorveglianza si è notato che un uomo, col volto coperto da da un cappuccio ma senza guanti, aveva forzato la saracinesca e poi infranto la vetrata con un masso e una barra di ferro.

Una volta all’interno aveva tentato di impadronirsi della cassa ma aveva desistito, forse per aver sentito rumori dall'esterno, lasciando tuttavia alcune tracce. La Polizia Scientifica aveva infatti repertato dei frammenti di vetro con impronte digitali, poi analizzate dal Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica di Padova e attribuite, appunto, a M.B.

Già noto alla Polizia per altri 3 furti

Quest’ultimo, risultato anche compatibile per caratteristiche fisiche con le imagini delle telecamere, era già noto agli investigatori come autore di ulteriori tre furti perpetrati, sempre nel mese di marzo 2019, in altrettanti negozi di Trieste. In occasione dell’ultimo furto in un negozio di abbigliamento, era stato, infine, arrestato in flagranza di reato dalla Volante e portato in carcere.

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L'arresto

L'attività investigativa ha così consentito al P.M. di chiedere ed ottenere dal G.I.P. di Trieste, a carico di M. B., l’emissione della misura della custodia cautelare in carcere, che è stata notificata all’indagato nel pomeriggio dello scorso 20 dicembre presso la Casa circondariale di Pordenone, dove ancora si trovava M.B. per l’episodio criminoso appena descritto.

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