Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Troppi cinghiali, gabbiani e piccioni: il piano di Futura per frenare la loro crescita incontrollata

Sensibilizzare la popolazione, realizzare un grande macello a livello regionale, utilizzare mangimi al fine di sterilizzare le popolazioni e l'utilizzo dei falchi in quelle piazze dove "è diventato arduo fare l'aperitivo"

Sterilizzazioni, un grande macello per tutta la regione ed una maggior sensibilizzazione nei confronti di chi si ostina a dar da mangiare a cinghiali, gabbiani e piccioni. Futura lascia i percorsi turistici e le sue proposte urbane per incamminarsi lungo il delicato sentiero che conduce alla presenza, sempre più frequente, di animali selvatici in città. Stuzzicato dai recenti avvistamenti di ratti all'interno (non solo) del Giardino pubblico di via Giulia, il partito di Franco Bandelli ha analizzato la situazione a 360 gradi tirando in ballo anche altre specie e proponendo alcune soluzioni al fenomeno. 

Le proposte dei bandelliani

"I cinghiali continuano a rappresentare un grosso problema - ha affermato il coordinatore provinciale Michele Sacellini - anche per il fatto che il tasso di riproduzione è pari al 300 per cento e la loro presenza rischia di aumentare in misura sconsiderata". Per contrastare l'invasione incontrollata di questi mammiferi Futura pensa alla caccia (che però presenta delle criticità legate all'età media e all'effettivo numero dei cacciatori a Trieste e provincia, nonostante la Regione abbia esteso il periodo durante il quale è possibile svolgere attività venatoria) ma anche all'idea di "un grande macello regionale da istituire proprio nella nostra città". Più in generale, secondo i bandelliani  va sensibilizzata l'opinione pubblica sul non dar da mangiare a queste specie animali. 

"E' ora di finirla"

"In centro di gabbiani e piccioni fastidiosi non se ne può più - così il candidato sindaco - e si dovrebbe iniziare ad inviare delle lettere a casa alle persone, informandole dei problemi e chiedere la loro collaborazione. Bisognerebbe anche ragionare in termini di sterilizzazione (da attuare attraverso la somministrazione di mangimi particolari, ma la presenza di altre specie renderebbe la misura non totalmente applicabile ndr) oppure, come già sperimentato con successo a Milano e a Bologna, introdurre l'utilizzo di rapaci in grado di scacciare i gabbiani. Dobbiamo avere il coraggio di fare scelte drastiche. E' ora di finirla con siora Ucia che ghe piasi darghe de magnar alle bestie". 

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