Cronaca

In Fvg in arrivo il Green Pass: si punta su Sesamo

Sperimentale a livello nazionale dal 15 giugno prossimo e dal primo luglio a livello di Unione europea, il certificato verde conterrà un QRcode e avrà un identificativo unico nazionale

Il Friuli Venezia Giulia sta lavorando per l'emissione del certificato verde collegato al Coronavirus, per arrivare presto alla digitalizzazione anche della ricetta bianca dopo che da tempo è stata digitalizzata quella rossa e per innovare la cartella clinica digitale che ormai ha 20 anni di vita. È quanto emerso dai lavori della III Commissione consiliare, presieduta da Ivo Moras (Lega) e riunitasi alla presenza del vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, per analizzare le parti di competenza del programma di lavoro della Commissione europea 2021.

Totale digitalizzazione delle cartelle cliniche entro il 2030

Il Servizio sanitario regionale del Friuli Venezia Giulia è tra gli unici, a livello europeo, ad avere un sistema informativo sanitario e sociale integrato, con un'importante storicità presente nelle banche dati e nei registri, è quindi stato detto alla Commissione. Tra gli obiettivi del decennio digitale europeo che guarda al 2030 è previsto che il 100% delle cartelle cliniche siano digitalizzate e disponibili online. Considerato l'elevato livello di informatizzazione del nostro Ssr, nonché i prossimi investimenti che utilizzeranno anche il contribuito dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), la Regione presidierà gli interventi proposti a livello europeo. Per quanto attiene l'aspetto delle banche dati e della tutela della privacy in sanità, la direzione Salute ha fatto sapere di aver istituito e di coordinare un gruppo regionale sulla privacy formato da tutti i referenti di settore delle Aziende sanitarie e degli istituti di ricerca Irccs.

La sfida del certificato verde e Sesamo

Quanto ai documenti scaricabili da Sesamo, la piattaforma ha registrato il 71% in più di accessi rispetto al medesimo periodo del 2020. La sfida ora è il caricamento automatico, tramite Sesamo, nel Fse del Digital Green Certificate (Dgc), il certificato verde che attesterà la vaccinazione, la guarigione e l'effettuazione di test molecolari o antigenici per la ricerca del Sars-Cov-2. Sperimentale a livello nazionale dal 15 giugno prossimo e dal primo luglio a livello di Unione europea, conterrà un codice a barre bidimensionale (QRcode) e avrà un identificativo unico nazionale. Il Dgc sarà gratuito e disponibile in due lingue, italiano e inglese.

Network di servizi sanitari transfrontalieri

Guardando all'aspetto internazionale, la direzione Salute ha parlato anche dei nuovi servizi sanitari elettronici transfrontalieri che entreranno gradualmente in funzione in 25 paesi dell'Ue entro la fine del 2025, oltre al progetto, iniziato il primo aprile 2017 e che terminerà il 30 giugno 2022 per la costruzione di un network di servizi sanitari transfrontalieri voluto per dare ai cittadini dell'area del Gruppo europeo di cooperazione territoriale Gorizia-Nova Gorica (Gect GO) la possibilità di utilizzare servizi sanitari da entrambe le parti del confine, indipendentemente dallo stato di provenienza.

Nell'ambito della discussione generale con i consiglieri, i tecnici hanno replicato a Simona Liguori (Cittadini) sull'importanza di snellire le procedure per le prenotazioni delle vaccinazioni presso gli ambulatori dei medici di base, ma anche che il portale Insiel di continuità della cura, su cui sempre i medici di famiglia registrano le attività vaccinali, si interfacci meglio con il sistema di prenotazione Cup Web regionale e con il sistema di registrazione e comunicazione nazionale vaccini. Da Furio Honsell (Open Fvg), in primis ancora una volta la richiesta che il software di Insiel sia Open Source, mentre Andrea Ussai (M5S) ha puntato il dito sull'aspetto della condivisine dei dati tra più soggetti sanitari e la tutela della privacy, sulla sperimentazione del Centro unico di prenotazione (Cup) transfrontaliero e sull'aggiornamento dei certificati verdi. Walter Zalukar (Misto) si è informato sulla possibilità di riprendere il progetto, fermo al 2015, che prevedeva un sistema di soccorso transfrontaliero per cui i servizi di emergenza sanitaria potevano essere utilizzati scambievolmente tra Fvg e Slovenia.

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