Cronaca

Caccia, il FVG chiude la stagione venatoria con nessuna vittima umana

I dati della stagione venatoria 2019/2020 pubblicati da L'Associazione vittime della caccia (Avc). Dal 1 settembre 2019 al 31 gennaio 2020, il numero delle vittime umane è 91, di cui 27 morti e 64 feriti.

L'Associazione vittime della caccia (Avc) ha pubblicato ieri, 1 febbraio, i dati definitivi della stagione venatoria 2019-2020. In cinque mesi, dal 1 settembre 2019 al 31 gennaio 2020, il numero delle vittime umane è 91, di cui 27 morti e 64 feriti.

Friuli Venezia Giulia 0 morti 1 ferito

In cima alla classifica, balza la Sardegna con 11 vittime umane (3 morti e 8 feriti). Calabria e Toscana la seguono con 9 vittime, rispettivamente con 4 morti e 5 feriti, la Toscana con 2 morti e 7 feriti. Campania e Umbria con 8 vittime entrambe (risp. 2 morti e 6 feriti; 4 morti e 4 feriti). Il Lazio 7 vittime (2 morti e 5 feriti). Il Friuli Venezia Giulia, invece, chiude la stagione con zero morti e 1 ferito.

La fascia d'età dei cacciatori

In linea generale, secondo quanto riportato dall'Avc, i cacciatori nelle fasce dai 50 ai 70 anni sono i maggiori responsabili di violazioni di varia natura, sia in ambito venatorio che extravenatorio. Realmente preoccupante è il nuovo picco dei giovani (18/30), neopatentati o senza licenza.

Risulta inoltre un considerevole aumento numerico della presenza di ultraottantenni ancora in attività e nella disponibilità delle armi.

Non da meno il nuovo dato su quanto riscontrato per una fascia di età (0/18) che neppure dovrebbe essere inserita, in quanto la licenza di caccia e/o il porto d’armi sono accessibili soltanto dai 18 anni in poi. Invece ritroviamo molti casi di bambini/ragazzi coinvolti e indotti a commettere gravi reati di predazione e abuso delle armi.

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